Passeggiavano mamma e le sue sorelle sulle rive del fiume preideddu imbrattandosi le labbra di ciliegie mature.
Varietà dinga.
Nere e dolcissime.
Non per civetteria adolescenziale ma perché si erano innamorate dell’immagine di una donna ‘bella, sana, affettuosa, desiderabile, italiana’ che avevano scoperto sul settimanale di ricamo Rakam, libro di testo proposto dall’insegnante dell’avviamento professoressa Concetta Giallombardo di Paternò, Sicilia.
“Perché questa donna ha le labbra così rosse?”, aveva domandato ingenuamente mia madre dodicenne.
Lei la guardò come fosse una marziana. “rossetto”, rispose.
Tutta la classe la guardò sbigottita,
E lei spiego a tutte quelle bambine col costume d’orbace rosso che il rossetto era elemento fondamentale per una donna ‘bella, sana, affettuosa, desiderabile, italiana’.
Ne parlò alle sorelle maggiori spiegando come poteva cosa Rakam fosse, essendo ogni rivista sommamente peccaminosa per nonno e nonna.
Mamma spiegò.
E grande fu la curiosità delle fanciulle.
Le quali, non avendo rossetto per le labbra, si ingegnarono a trovare un’idea equipollente.
Le ciliegie di varietà dinga.
Che quando sono mature diventa nerissime.
Ne raccolsero una cesta.
E pasticciarono le loro labbra fanciulle nell’idea di diventare donne ‘belle, sane, affettuose, desiderabili, italiane’.
Si specchiarono nelle pure acque del rio Rreideddu, dopo aver annaffiato l’orto e governato il cavallo.
E si videro bellissime.
Sanissime.
Affettuosissime.
Desiderabilissime.
Italianissime.
Così, sognando sognando, si avviarono sulla strada di casa.
Poi zia Maria ci pensò.
“Dobbiamo pulirci le labbra prima di tornare a casa”, disse.
E si fermarono di botto davanti alla fresca sorgente di Siligau, dove ora c’è la casa dei Deidda.
E si sfregarono le labbra con forza, per cancellare anche l’idea di Rakam.
Quando tornarono a casa, nonna le guardò con sospetto.
“Che avete?”, domandò loro.
Nonno e mio zio non erano ancora tornati dall’ovile.
E loro non avevano un aspetto grave e marziale.
Imbandirono la tavola e quando nonno arrivò tutti si sedettero.
“Che avete?”, domandò nonno.
“Abbiamo mangiato ciliegie”, disse mamma raccontando una verità non intenzionale.
Poi si sedettero al fresco con gli occhi sognanti.
Passeggiavano mamma e le sorelle sulle rive del fiume Preideddu.
Antonangelo Liori (Pastore di Aristan)
“Perché questa donna ha le labbra così rosse?”, aveva domandato ingenuamente mia madre dodicenne.” Da IL ROSSETTO ECOLOGICO DI MAMMA ADOLESCENTE – Editoriale di Antonangelo Liori (Pastore di Aristan)



