IL “SALVATOR MUNDI”, CON RISPETTO PARLANDO, È UN PACCO


Editoriale del 19 gennaio 2018

Il “Salvator mundi”, dipinto di Leonardo da Vinci venduto alla cifra record di 450,3 milioni di dollari il 15 novembre 2017 a New York nel corso di un’asta organizzata da Christie’s, non è di Leonardo da Vinci. Come faccio a dirlo? L’ho guardato. Non stupitevi che l’attribuzione sia stata fatta da un summit di esperti carichi di titoli e medaglie e sia stata applaudita, con poche eccezioni, dalla crème mondiale dei critici, dei curatori museali, degli storici e dei mercanti d’arte. È una performance normale per il cosiddetto “mondo dell’arte”. Volete anche le prove documentali di quello che dico? Guardatelo anche voi. Procurarvi un libro su Leonardo o state al computer e digitate “La belle ferronnière”. Fatto? Ora incrociate con insistenza il suo sguardo impertinente. Ha 500 anni ma è talmente vivo che potrebbe imbarazzare i maschietti più timidi. Siete d’accordo? Adesso visitate l’aristocraticissima “Dama con l’ermellino”, elegante e distratta; nemmeno vi fila, lo so. Ora datevi il colpo di grazia: fatevi respingere dalla sprezzante Ginevra de’ Benci. Fa così con tutti… non abbattetevi. Andate di corsa a rifugiarvi nel sorriso misterioso di Monna Lisa, o nell’allegria loquace dalla Madonna e Sant’Anna. Va meglio? Bene.
Adesso, con calma, visitate il Salvator mundi, incrociate il suo sguardo da pesce lesso, osservate come l’occhio destro (quello a sinistra per chi osserva) miri leggermente in alto e converga più verso il centro rispetto all’occhio di sinistra, quello più allungato. Vi sembra possa essere stato dipinto dalla stessa mano che ha raccontato le signore che avete appena incontrato? Date uno sguardo al mascellone di destra e confrontatelo con l’altro… anzi no, fate un’altra cosa: coprite verticalmente la metà di sinistra del viso e poi fate lo stesso con la destra; scoprirete due persone diverse. Due individui che convergono su un naso esitante, con la punta che non trova il centro della bocca. Se poi volete continuare questo gioco al massacro date un’occhiata alla mano che regge la sfera, noterete facilmente che, oltre il cristallo, non subisce alcuna distorsione; un errore impossibile per uno come Leonardo, così maniacalmente attento alle caratteristiche fisiche dei materiali. Oppure guardate i riflessi che si riverberano sullo stesso cristallo. Vi pare credibile che un genio così attento ai fenomeni della luce avrebbe potuto dipingerli in quel modo? Non scherziamo.
Per concludere possiamo dire che il Salvator mundi è un gentile dipinto devozionale ispirato alla pittura di Leonardo. E possiamo aggiungere che, essendo stato acquistato dal Dipartimento Cultura e Turismo di Abu Dhabi, sarà molto utile per il turismo.

Filippo Martinez (Estetista di Aristan)

PS: Potete trovare tutti i dipinti citati in questo editoriale nel filmato d’accompagnamento.

Il “Salvator mundi”, dipinto di Leonardo da Vinci venduto alla cifra record di 450,3 milioni di dollari il 15 novembre 2017 a New York nel corso di un’asta organizzata da Christie’s, non è di Leonardo da Vinci. (da IL “SALVATOR MUNDI”, CON RISPETTO PARLANDO, È UN PACCO, editoriale di Filippo Martinez)

Inviate il vostro "attimo" al filmnauta Gianni Stocchino (gianni.stocchino@aristan.it)


Archivio Editoriali

  • powered by TinyLetter

    61+p90YjF9L._SX258_BO1,204,203,200_

  • Articoli recenti

  • IL TEMPO DEI TOPI DI FOGNA

    testo - lyric

    MASTER DI REGALITÀ INDIVIDUALE - VIDEO


    MASTER

    MASTER DI REGALITÀ INDIVIDUALE - FOTO


    1897964_643529669016138_1762369566_n

  •  

     

    Università di Aristan