SIATE GENTILI CON LE SEGRETARIE


Editoriale del 16 dicembre 2018

 

Ero arrivata all’università di Bath da meno di una settimana, valigia e lettera di convocazione. La prima a parlarmi è stata la Von Oppen, titolare della cattedra di storia della Germania, una tedesca dal cuore irlandese nascosto dietro uno sguardo estremamente tedesco. Mi era passata accanto e mi aveva detto: “Sii sempre gentile con le segretarie o sei morta”. Per un giorno intero ho pensato che fosse lei la segretaria e che mi avesse dato il benvenuto minacciandomi. Cosa volesse dire lo avrei capito molti anni più tardi, ma nel dubbio ho iniziato a essere gentile con le segretarie del dipartimento. Di quello e di tutti gli altri nei quali sono capitata di precarietà in precarietà. Lasciamo perdere gli stereotipi da commedia all’italiana, le minigonne e i flirt, i requisiti per l’assunzione di un tempo, quando saper fare il caffè ed essere avvenenti facevano curriculum. Lasciamo perdere gli squilibri di potere, lasciamo perdere la moda, le camicie con il fiocco al collo che negli anni Cinquanta diventano simbolo di emancipazione. Qualunque lavoro facciate, in qualunque nazione del globo, siate gentili con le segretarie. Siedono nella stanza dei bottoni, custodiscono le chiavi della burocrazia, dei bilanci, dei contatti, delle scadenze. E il codice per le fotocopie e i rotoli di carta igienica di scorta. Sono alleate preziose. Oppure il peggiore degli incubi. Posso tenere una pratica di rimborso ferma fino alla chiusura dell’anno finanziario, sono in grado di procrastinare quando aspettate un bando di concorso e manca solo un clic dalla loro tastiera per pubblicarlo. Oppure possono mandarvi un messaggino al mattino, salvandovi la vita quando le riunioni plenarie stanno per iniziare e voi dormite ignari. Le segretarie sanno chi dovete chiamare se il riscaldamento non funziona, se la stanza si allaga e in generale, mi sembra, per tutte le evenienze che includono calamità naturali. Sono testimoni supreme di amori, attacchi d’ira e figuracce clamorose. Osservano e praticano l’arte della discrezione, fino a quando la porta non si chiude alle vostre spalle. Io ho rigato dritta per anni. Poi, l’altro giorno, sfinita dalla sequela kafkiana di carte, ho alzato la voce. E ora vivo cosi, allo sbando, sotto scacco.  

 

Eva Garau (Precaria di Aristan)

 

Qualunque lavoro facciate, in qualunque nazione del globo, siate gentili con le segretarie. Siedono nella stanza dei bottoni, custodiscono le chiavi della burocrazia, dei bilanci, dei contatti, delle scadenze. E il codice per le fotocopie e i rotoli di carta igienica di scorta. Sono alleate preziose. Oppure il peggiore degli incubi. (da SIATE GENTILI CON LE SEGRETARIE – Editoriale di Eva Garau)


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