Prendo la macchina il meno possibile, sono un pessimo guidatore. Raddrizzo le curve, cammino al centro della strada, qualche volta entro in autostrada contromano. Sono distratto ma soprattutto non ci vedo bene, chi mi ha visitato per il rinnovo della patente non si è accorto che ho un occhio fuori uso per la cataratta. E dunque sono finito in pozzo, ho investito una donna incinta, ho falciato un gruppo di operai al lavoro, ho schiacciato tre cani piccoli. Naturalmente esagero, però Maria Jesus, mia moglie ha paura ed evita di salire in macchina con me ogni volta che può. Del resto, c’è familiarità. A una mia vecchia zia rinnovavano continuamente la patente nonostante da tempo manifestasse i sintomi dell’Alzheimer, il medico che la visitava era anche il sindaco del paese ed aveva bisogno del suo voto per essere rieletto. Come previsto morì in un incidente d’auto. Il giorno del funerale molti ebbero l’impressione che il suo spirito si fosse impossessato dell’autista del carro funebre. Non ricordava più la strada per il cimitero, il sacerdote e le persone che lo seguivano a piedi pregavano chiedendosi dove li stesse portando.
“L’autista era sbronzo, Tony, ricordi male. E comunque avrei voluto vedere te alla guida di quel carro funebre, tua zia non sarebbe mai arrivata in cimitero”. È troppo tardi per cambiare mestiere.
Marco Schintu (Ufficio Pesi e Misure di Aristan)
“L’autista era sbronzo, Tony, ricordi male. E comunque avrei voluto vedere te alla guida di quel carro funebre, tua zia non sarebbe mai arrivata in cimitero”. Da GRANDI PILOTI – Editoriale di Marco Schintu (Ufficio Pesi e Misure di Aristan)



