ORGOGLIO TERRONE


Editoriale del 13 dicembre 2018

La ricetta della pasta del Capitano è semplice: 200 grammi di bucatini, meglio se scotti, conditi con un sugo pronto, da consumare la sera poco prima di andare a dormire. Di cuoconi e ristorantoni stellati il Capitano – e non solo lui- non ne può più: meglio una cucina povera, in linea con quello che secondo la sua percezione è il gusto di milioni di terroni chiamati a far parte del popolo osannante. Errore: la cucina dei terroni sarà pure povera, ma è sempre stata sana e mai rozza. I terroni dovrebbero farne la loro bandiera. Non fu in un povero paese della Campania che Ancel Keys, negli anni cinquanta del secolo scorso, scoprì le virtù della dieta mediterranea? Sono un terrone anch’io e in più vengo da una famiglia povera e numerosa. Eppure, mia madre mi ha insegnato a detestare nel profondo margarina, olio di semi, dadi da brodo, pasta d’acciughe, concentrati di pomodoro, sughi pronti, salti in padella di numero imprecisato e tutto ciò che aveva un minimo sentore di sbobba industriale. Orgoglio terrone: poco ma buono, altrimenti meglio niente (anche il digiuno aveva i suoi pregi, come si scopre adesso). Fratelli terroni, votate per chi vi pare. Sappiate però che il giorno che sulla vostra tavola comparirà la pasta del Capitano, questo Paese sarà finito.

 

Marco Schintu

(Ufficio pesi e misure di Aristan)

 

Fratelli terroni, votate per chi vi pare. Sappiate però che il giorno che sulla vostra tavola comparirà la pasta del Capitano, questo Paese sarà finito.”


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