FAIRPLAY, LETTERA APERTA ALL’UEFA: L’AFFARE NEYMAR/MBAPPÈ E LE ORIGINI DEL CALCIO (parte 1)


Editoriale del 26 settembre 2018

“Le prestazioni di Neymar da Silva Santos junior e Kylian Sanmi Mbappè sono state acquisite dal Paris Saint Germain (PSG) per una cifra che si avvicina ai 450 milioni di euro (con le varie commissioni ai procuratori l’investimento, esclusi gli ingaggi dei giocatori stessi, supera il mezzo miliardo di euro). In questa stessa sessione di mercato il Barcellona aggiunge al suo organico Ousmane Dembelè per 145 milioni di euro (commissione procuratore e ingaggio del giocatore esclusi). Nelle due ultime due sessioni di mercato il Manchester City, che per bocca del suo allenatore Joseph Guardiola ha criticato la strategia economica del PSG, è arrivato a spendere un miliardo di euro. Tutto questo mi impone delle riflessioni, partendo da due frasi di sir Matt Busby, mio padrino e mitico allenatore del Manchester United, che  sono rimaste valide nel tempo:

“Noi dobbiamo il massimo rispetto ai tifosi, perché non dobbiamo dimenticare che sono loro che ci pagano lo stipendio”.

“Il club è stato quotato in borsa. Abbiamo di certo venduto l’anima, ma non sappiamo a chi”.

All’inizio del gioco fu la casualità a decidere che le squadre fossero composte da undici giocatori: i dormitori dei college inglesi, chissà perché, erano composti da undici letti. All’inizio del gioco fu la casualità che il gioco stesso fosse stato inventato nell’Inghilterra vittoriana e puritana: questo, a causa di una regale pubblica decenza, ne determinò lo svolgimento in luoghi chiusi e circoscritti. All’inizio del gioco fu la casualità dell’espansione coloniale europea, unita all’evolversi continuo delle scoperte tecnologiche, a rendere possibile il pallone così come oggi lo conosciamo: la difficoltà di reperire sostanze espansive, che rendessero sicure la sfericità e la resistenza del pallone, furono vinte grazie all’avvento del caucciù e all’invenzione della camera d’aria. All’inizio del gioco fu la casualità a decidere che nessun giocatore poteva correre con il pallone tra le mani (tranne che il portiere) o poteva caricare l’avversario: il segretario fondatore della Football Association, Mr Morley, ebbe la meglio su Mr Campbell, che voleva far diventare il calcio una sorta di sport succursale del rugby. All’inizio del gioco fu la casualità a portare il calcio tra coloro che lo avrebbero dotato di fantasia e allegria: la necessità di costruire una rete ferroviaria sulle sponde del Rio della Plata fu affidata ad una compagnia inglese; e da lì  a poco, grazie anche all’esportazione di frigoriferi inglesi a Montevideo, la rivalità infinita tra Uruguay e Argentina (a tutt’oggi non hanno nemmeno raggiunto un accordo se il grande genio del tango Carlos Gardel fosse uruguagio o argentino. E da quelle parti il tango è davvero una cosa molto seria) si trasferì anche su un rettangolo di un campo di calcio.

Potrei continuare all’infinito sull’importanza che hanno avuto le casualità, vere o presunte, sul diffondersi del gioco del calcio in tutti gli angoli del globo, ma non è un semplice elenco da stilare che mi ha portato a scrivere questa lettera aperta ai dirigenti UEFA. Anche perché l’elenco delle casualità potrebbero indiziarmi come una persona vogliosa di intraprendere un’operazione nostalgia. Non ho deciso di scrivere questa lettera aperta  per ricordare i bei tempi andati, semmai bei tempi sono stati. In questa lettera aperta vorrei mettere in evidenza una cosa che nei casi Neymar e Mbappè mi è apparsa in tutta la sua chiarezza: ancora una volta, da quando in Europa esiste il gioco del calcio, la casualità, che per quanto mi riguarda è sempre una stazione terminale di un processo culturale, ha preso la forma di un pallone tirato a caso e che, quindi, non si sa esattamente dove andrà a finire. Ci si è voluti dimenticare della casualità generata da un processo per sovrapporre qualcosa di estraneo non solo al movimento calcistico europeo, ma ad un comune sentire generale. Ultimo protagonista di questo sovrapporre estraniante, e artatamente forzato, è stato il Fondo Sovrano del Qatar. Questo forziere smisurato in larghezza e profondità, che mi piace pensare pieno di dobloni di piratesca memoria, sta scardinando non solo le regole del buon senso ma anche le regole della necessaria sincronicità (simultaneità di due avvenimenti vincolati dal senso, ma in maniera casuale) che gli accadimenti della vita devono avere. Se vogliamo capire la gravità dell’operazione Neymar/Mbappè (trascinando come in un terribile effetto domino anche l’operazione Dembelè), bisogna ricordare che lo sport moderno nasce soprattutto in Inghilterra e rapidamente si propaga in tutta Europa. La gente europea, nel corso degli ultimi centocinquant’anni, si affeziona alle gesta sportive grazie agli sforzi di uomini e donne che, per ragioni e strade diverse, diventano miti grazie a delle vittorie che le fanno riscoprire senso di appartenenza ad un luogo e ad una storia” (continua)

 

Anthony Weatherill / Carmelo Pennisi

 

 

All’inizio del gioco fu la casualità a decider (da Fairplay, lettera aperta all’UEFA: l’affare Neymar/Mbappè e le origini del calcio (Parte 1), editoriale di Anthony Weatherill)

Inviate il vostro "attimo" al filmnauta Gianni Stocchino (gianni.stocchino@aristan.it)


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  • DA GARCIA LORCA A VASCO ROSSI – Corso di poesia contemporanea 2018



    La fluttuante città di Aristan e la sua Università propongono un nuovo corso di Poesia contemporanea tenuto da Filippo Martinez e intitolato DA GARCIA LORCA A VASCO ROSSI. Come s’intuisce già dal titolo in queste lezioni non saranno somministrati gli sdilinquenti sospiri libreschi degli opinabili “poeti” di questi anni (quelli citati saranno pochi e ottimi) ma, liberalizzando il concetto di poesia, verranno prese in considerazione le manifestazioni poetiche più varie (dal cinema alla canzone, dalla pittura alle scienze, dal teatro alla pubblicità, dalla cronaca al fumetto, dalla satira, alla filosofia, dai social allo sport ecc.). Le lezioni saranno 7 e dovrebbero tenersi a partire da mercoledì 18 aprile alle 19,15 (la data la confermeremo per tempo) presso una sala del College Universitario di S. Efisio in via Monsignor Cogoni, traversa di via Cadello, a Cagliari. Per quanto sarà possibile cercheremo di tenerle sempre nei primi giorni della settimana. Per le prenotazioni o per qualsiasi informazione scrivere a segreteria.aristan1@gmail.com oppure telefonare al 338 8933196.

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