PICCOLI INSEGNAMENTI DI VITA


Editoriale del 24 maggio 2019

Quando è nato mio figlio mi sono informato. Non ti lascia dormire per i primi due mesi, i primi sei, il primo anno. Poi arriva quello che ti pronostica due anni e tu non ti rilassi. Aspetti che scadano solo che si aggiunge qualcuno che ti dice che solo quando vanno a scuola si tranquillizzano. E va bene, molti infatti li iscrivono un anno prima. Poi arriva quello che ti dice che i problemi non finiscono mai, devi convivere con loro, e festeggi se tuo figlio non si droga, non fuma, e si interessa alle ragazzine senza esagerare.
Nel mentre devi pure insegnargli e prepararlo alle difficoltà della vita. E anche io l’ho fatto, senza saccenteria e superiorità, spiegandogli come banale ciò che suo padre, cioè io, ho imparato nelle lunga esperienza di vita.
Piccole cose che si tralasciano, ma hanno grande importanza. Una di queste è fare il caffè. Attento sin da ora gli ho detto. Ti sposerai, e capiterà di avere degli ospiti a casa. Volete il caffè? Certo. E vostra moglie vi manda a farlo, in cucina, e qui succede sempre che proprio quando voi andate, nel salone la discussione si anima, tutti ridono, si divertono, mentre voi aspettate che l’acqua gorgogli e non potete distrarvi. Appena fatto lo portate, dopo avere usato tazzine differenti e vostra moglie vi rimprovera perché non avete usato il servizio buono, che si trova in alto, dietro i bicchieri, non si vede ma c’è, basta lavarli. La volta successiva stesso copione. Chi lo fa il caffè? C’è sempre uno che chiede che lo facciate voi, che lo fate così buono, ma qual è il vostro segreto? Lo pungete con lo stecchino, quanto ne mettete? E chi si ricorda? Voi no, ma quelli sì. E siete condannati a farlo voi.
Allora, sapendo in anticipo come andranno le cose, non vi dovrete rifiutare, ne seguirebbero infinite discussioni, andate voi la prima volta, fatelo ma fatelo cattivo, non è difficile, basta anche solo un po’ di sale, o annacquatelo. Vedrete che dopo quella esperienza godrete del discredito generale, e tutti vorranno il caffè, ma non fatto da voi. Sarà l’unica incapacità su cui sarete d’accordo. L’importante è che non sembri un infortunio occasionale. È un insegnamento semplice e non immaginate quanto seguito avrà.

Nino Nonnis (Sa Cavana di Aristan)

Chi lo fa il caffè? C’è sempre uno che chiede che lo facciate voi, che lo fate così buono, ma qual è il vostro segreto? Lo pungete con lo stecchino, quanto ne mettete? E chi si ricorda? Voi no, ma quelli sì. E siete condannati a farlo voi.
Allora, sapendo in anticipo come andranno le cose, non vi dovrete rifiutare, ne seguirebbero infinite discussioni, andate voi la prima volta, fatelo ma fatelo cattivo, non è difficile, basta anche solo un po’ di sale, o annacqua telo (da PICCOLI INSEGNAMENTI DI VITA – Editoriale di Nino Nonnis)


Archivio Editoriali

  • MANIFESTO DI ARISTAN


    ANTEPRIMA
  • PROMO ARISTAN ROBERTO PEDICINI


  • INNO


  • IL TEMPO DEI TOPI DI FOGNA


  •  

     

    Università di Aristan