Salmo 259 Ignoranza + Incompetenza = carriera


Editoriale del 19 settembre 2020

In tempo di votazioni. Trascrivo, evitando nomi, da un libro recente di un noto giornalista: «Uno dei più stretti collaboratori di […] ha spiegato che è sempre stata una sua costante andarsi a cercare giovanissimi, chi non avesse nulla, chi fosse in difficoltà o in declino: sarebbe stato più facile farne dei guerrieri, ottenendo il massimo della fedeltà». Un caso specifico che è anche verifica di un comportamento diffuso: i cosiddetti leader si circondano di sottoposti che garantiscano fedeltà assoluta; e ignoranza e incompetenza sembrano le due condizioni di fedeltà più ricercate. «L’intelligenza mette il padrone sul “chi vive”», scriveva Musil in un lontano ma attualissimo 1937 (discorso «Sulla stupidità»). E continuava: «Nel subordinato [l’intelligenza] la si apprezza solo insieme a incondizionata devozione. Senza certificato di buona condotta, non si sa se sia a vantaggio del padrone. Allora sempre meno la si chiama intelligenza, più spesso immodestia, insolenza o malizia” (citato in «La grande ignoranza. Dall’uomo qualunque al ministro qualunque. L’ascesa dell’incompetenza e il declino dell’Italia», di Irene Tinagli, Rizzoli 2019).
Purtroppo, come sempre, passando dal profano al religioso, le devianze peggiorano perché divengono totalizzanti e colorate di dogma: il servilismo viene scambiato per spirito di servizio, l’incompetenza è consacrata come fiducia nella provvidenza, e l’ignoranza santificata come umiltà.
Con l‘aggravante che in ambito religioso il ciclo autogenerativo dei promossi che generano a loro volta altri promossi, sempre con lo stesso criterio, avviene senza il pericolo di smentite elettorali. Obbligando ogni tanto il Presidente, pardon lo Spirito, a interferenze super partes, che volentieri chiamiamo “miracoli”. Ma se in ambito religioso questi miracoli sono oggi incruenti, non sempre sono tali in ambito profano, dove si chiamano “rivoluzioni”.

E mi ricordo del solito antico sapiente:
Se il vento di chi governa si alza su di te,
al tuo posto non mettere fine,
perché sì, la guarigione pone fine a gravi sbagli.
C’è un male, io lo vedo sotto il sole,
una sconsideratezza che esce dalla bocca di chi governa:
la stoltezza viene messa nei posti più elevati
mentre gli abili risiedono nei posti più in basso.
Ho visto schiavi a cavallo
e prìncipi camminare come schiavi, a piedi.
(Qohelet 10,4-7)

“Il servilismo viene scambiato per spirito di servizio, l’incompetenza è consacrata come fiducia nella provvidenza, e l’ignoranza santificata come umiltà.”
Da Salmo 259 Ignoranza + Incompetenza = carriera – Editoriale di Antonio Pinna (Salmista ad Aristan)


Archivio Editoriali

  • MANIFESTO DI ARISTAN


    ANTEPRIMA
  • PROMO ARISTAN ROBERTO PEDICINI


  • INNO


  • IL TEMPO DEI TOPI DI FOGNA


  • CIAO NADIA


  •  

     

    Università di Aristan