SCHWARZSCHILD, che scrisse per restare eterno


Editoriale del 22 febbraio 2017

Nel 1916 Karl Schwarzschild si ammalò gravemente per difendere la Germania nel fronte. Indeciso se scrivere l’ultima delle lettere alla madre e alla scienza optò per quest’ultima descrivendo una sfera immaginaria che chiude una parte inaccessibile e sconosciuta dell’universo, un buco nero, dove tempo e spazio si scambiano i modi. Battezzò questo sfera “orizzonte degli eventi“ perché la massa che la circonda ne racconta il limite, oltrepassando il quale nessuno può tornare. Finite le ultime righe, chiuse gli occhi e morì. Era venuto il tempo di andare.

Antonangelo Liori
(Microbiografo di Aristan)

Battezzò questo sfera “orizzonte degli eventi“ perché la massa che la circonda ne racconta il limite, oltrepassando il quale nessuno può tornare (da SCHWARZSCHILD – che scrisse per restare eterno, editoriale di Antonangelo Liori)
L’orizzonte degli eventi

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