15 SECONDI


Editoriale del 27 settembre 2020

Lo prendo, via!
La porta d’acciaio mi si chiude alle spalle. UNO. Mi giro teatralmente, il mento alto, lo sguardo fiero, come ho visto fare in uno spettacolo televisivo. DUE. Siamo in due, io e un tizio dell’ottavo piano. Ce la posso fare. TRE. Lo guardo e valuto che, nel caso, mi sarebbe d’aiuto perché alle riunioni di condominio ascolta con attenzione e non parla quasi mai. QUATTRO, CINQUE, SEI. Penso che potrei afferrarmi al suo braccio e raccontargli tutto. Sì, gli confesserò di aver rubato cinquantamila lire a mia nonna -ero una ragazzina-, di avere problemi di evacuazione e paura del vomito, che quando sarà il momento non vorrei essere messa in una RSA ma preferirei stare a casa mia, tra le mie cose. “Ha sentito questo rumore?” Accidenti no! Cosa è stato? SETTE, OTTO, NOVE, DIECI. Ho con me la spesa, e meno male che ho preso anche l’acqua, nel caso stessimo qui delle ore sarà bene bere per combattere la disidratazione. Gli devo anche dire che non abbiamo mai parlato ma mi sembra una brava persona, lo implorerò di non dirlo a nessuno dei miei problemi intestinali e neanche della sindrome del nido vuoto che mi affligge da quando mia figlia è andata a vivere per conto suo. Soffoco. UNDICI, DODICI, TREDICI. Sarà un nostro segreto. QUATTORDICI. Ma si apre? No, vedrai che no. QUINDICI! Ho contato troppo in fretta? Dovevo dire milleuno milledue milletre, come si conta nel massaggio cardiaco, mi dimentico sempre. Lo guardo, ingoio, mi schiarisco la voce, prendo fiato per cominciare dal principio ma la porta si apre al piano, come sempre. Arrivederci.
Non saprà mai del mio colon irritabile e il pensiero mi consola. La prossima volta vado a piedi. Giuro.
Giovanna Ferraro (Assistente di volo di Aristan)

“Ho contato troppo in fretta? Dovevo dire milleuno milledue milletre, come si conta nel massaggio cardiaco, mi dimentico sempre.”
Da 15 SECONDI – Editoriale di Giovanna Ferraro (Assistente di volo di Aristan)

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