PANGEA, NOTIZIE DALL’IO: BENEDETTO XVI


Editoriale del 25 febbraio 2013

Padre, era il ’44 e ricordo che il cielo di Ludwigsfelde era vasto e luminoso nonostante la guerra. Infilavo una sigaretta spenta fra le labbra quando lei usciva dalla fabbrica e i capelli lunghi e biondi, e mossi, oscillavano sul pastrano grigrio, e io li guardavo sparire, dalla garitta, lontano, dentro il bus che la riportava a casa. Guarderò il mondo per l’ultima volta da quella finestra e non benedirò nessuno. Sarò di nuovo loro fratello, per un attimo, prima di assottigliarmi nel bisbiglio della preghiera. E da padre una docile fibra dell’universo. Solo nella storia può redimersi il corpo marcescente della Chiesa. Io non ho le forze. Suonerò Beethoven da un infinito lontano. E allora pregherò per loro, per il santo padre, perchè nella materia abbiano la forza di giustificare lo spirito. In questo tempo, in questo secolo non il desiderio ma il piacere infinito turba l’anima degli uomini.
Non benedirò nessuno alla finestra, ma saluterò tutti, uomo tra gli uomini. Lascerò loro il sorriso leggero di un giovane che guardava una fanciulla attraversare l’apocalisse.

Luca Foschi
(Inviato di guerra da Aristan\ Aristan’s war correspondent)

COGLI L’ATTIMO

 

da Il pap’occhio (1980) di Renzo Arbore con Mariangela Melato, Isabella Rossellini, Diego Abatantuono, Roberto Benigni

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