AI CONFINI DEL SOGNO


Editoriale del 1 agosto 2013

Non so se sia un risveglio precoce o se la notte mi abbia già scaricato a valle della sua massa informe di oscuri pensieri. Sono in uno stato di semi coscienza, in un punto indeterminato del tempo di volo del sonno. Allungo la mano verso la radio in cerca di un conforto sonoro. L’ho scelta con cura questa radio. Tutta digitale eccetto che per il volume, che doveva essere analogico, per poter essere finemente sintonizzato col ‘resting state’ del cervello, a un livello quasi impercettibile. In questo stato di ascolto non c’è alcuna vera comprensione. La mente entra direttamente in risonanza con il flusso delle onde radio. 
Il bisbiglio indistinto evoca sensazioni ancestrali. Un tenue sciabordio di pensieri si infrange senza foga ai bordi del cervello, come l’acqua calda che ci avvolge nella vasca e rumoreggia a ogni nostro stanco movimento.
Un sussulto del volume, forse una pubblicità, evoca i miei due fantasmini notturni, Mu e Jo, arrivati a farmi compagnia. Sono ai piedi del letto, come sempre. Parlottano animatamente, ma non capisco una parola. Invidio la loro fiducia nel futuro e quanto riescano a farsi compagnia, sapendo bene che la mattina svaniranno alle prime luci dell’alba.

Alessandro Chessa
(Econofisico ad Aristan)

COGLI L’ATTIMO

 

da Risvegli (Awakenings 1990) diretto da Penny Marshall, con Robert De Niro e Robin Williams

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