AI CONFINI DELLA REALTÀ


Editoriale del 3 giugno 2014

Non perdetevi l’appuntamento quotidiano su RaiTre, in onda da ieri alle 20,10, con uno dei programmi più geniali e appassionanti della storia della televisione: “Ai confini della realtà”. Una serie di telefilm, girati dal 1959 al 1964, ideata e scritta da Rod Serling (1924-1975), capace di trasfigurare in cifre fantastiche tutti i problemi che il tempo avrebbe provveduto a complicare e il cinema dei cinquant’anni successivi a indagare (ci troverete i germi di “Ritorno al futuro” e “The Truman show”, di “Terminator” e “Il pianeta delle scimmie”): l’angoscia e la solitudine provocate dall’alienazione urbana, le euforie e gli incubi alimentati dall’invasione della tecnologia, lo spaesamento e i sensi di colpa dell’uomo di massa, la paura della morte e dell’apocalisse. Tutto confezionato in un guazzabuglio di generi che vanno dalla fantascienza alla commedia, dal thriller all’horror, dal western all’apologo filosofico: spazi e tempi che si fondono, mondi e identità che si sgretolano, con una riserva inesauribile di creatività. Dal bianco e nero vintage degli anni Cinquanta ci arriva un monito attualissimo: non bisogna avere paura. I protagonisti dei vari episodi hanno in comune esperienze inquietanti e solitarie, che non riescono a condividere con il prossimo. Nel momento di forte urbanizzazione e della nascita dell’anonimato degli abitanti delle grandi metropoli americane, comincia la diffidenza nei confronti dell’altro. Una giovane donna vede un’altra se stessa aspettando un autobus di notte e, quando lo confida a un giovanotto, viene presa per pazza; un blackout elettrico trasforma un tranquillo quartiere in un inferno di mostri che si accusano l’un l’altro; un aviatore torna dal passato e non viene creduto; gli astronauti tornati da una missione nello spazio si dissolvono uno a uno nell’indifferenza generale. Nella società del Duemila, ora che la nevrosi e l’insicurezza dominano molto più di allora tutti noi, impegnati a raccomandare agli anziani di non aprire la porta a nessuno e ai nostri bambini di non accettare caramelle né dialogo dagli sconosciuti, convinti come siamo che truffatori e pedofili stiano in agguato a ogni angolo, questi telefilm ci ricordano che, se ci arrendiamo alla paura, siamo perduti. La salvezza arriverà solo dalla comprensione: se un amico ci confessa di essere stato rapito dagli alieni, meglio prenderlo sul serio che farlo subito rinchiudere in manicomio. Fedeli alla fraternità umana e all’insegnamento di Shakespeare: ci sono più cose in terra e in cielo di quante ne contenga la nostra filosofia.

Fabio Canessa
preside del Quijote, Liceo Olistico di Aristan

COGLI L’ATTIMO

 

Ai confini della realtà (The Twilight Zone) è una serie televisiva trasmessa in tre diversi periodi dalla televisione americana. La serie classica, creata da Rod Serling e che vide tra gli sceneggiatori Richard Matheson, Charles Beaumont e Ray Bradbury, andò in onda dal 1959 al 1964, la seconda serie fu trasmessa dal 1985 al 1989, e la terza è andata in onda tra il 2002 e il 2003.

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