AL CENTRO DEL CICLONE – Editoriale del 6 giugno 2018


La “Quaestio de nihilo” di Giovanni Scoto Eriugena è uno dei pochi testi europei che trattano del nulla.

Testo oscuro, semisconosciuto agli stessi specialisti, perla rarissima, la Quaestio non ha molti paralleli in Occidente. Ne ha molti di più in Oriente, dove il nulla è al centro della riflessione filosofica contemporanea in Giappone.

In Cina il nulla è considerato il perno dell’essere, come la calma assoluta che regna al centro del ciclone, da Zhuangzi, il fondatore del taoismo. Si pensi all’acqua: senza forma, senza colore, senza consistenza, così prossima al nulla, è il sangue di ogni cosa.

Invece, in Occidente, la riflessione cosciente sul nulla latita. In compenso abbonda quella incosciente. Cioè abbondano i discorsi che parlano del nulla non per esplorare questa tenebrosa frontiera, ma perchè il nulla è l’unico argomento congeniale a chi parla. Tanto congeniale da essergli quasi indispensabile, come l’acqua al pesce. Se un discorso vira su qualcosa, costui lo riporta immediatamente al nulla. Succede in tanti casi, ad esempio quando si discute delle azioni di un governo i cui componenti non sanno ancora nemmeno dove sta il bagno.

 

Gianluigi Sassu (Asiatista di Aristan)

Se un discorso vira su qualcosa, costui lo riporta immediatamente al nulla. Succede in tanti casi, ad esempio quando si discute delle azioni di un governo i cui componenti non sanno ancora nemmeno dove sta il bagno. (da AL CENTRO DEL CICLONE – Editoriale di Gianluigi Sassu)

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