ALIENI


Editoriale del 19 novembre 2013

12 milioni di americani sono convinti che una razza aliena, i rettiliani, governi segretamente il mondo. È il risultato sconcertante di un’indagine serissima dell’autorevole Public Policy Polling. Arrivata da Orione e Sirio migliaia di anni fa, la stirpe dei rettili, incrociatasi con gli umani di cui avrebbe modificato il dna, guiderebbe il destino terrestre, manipolando governi e potenti di tutto il mondo. L’idea ricorda in modo impressionante una formidabile invenzione di Howard Phillips Lovecraft: i miti di Cthulhu, divinità mostruose che, sulla base del fantomatico Necronomicon, un libro scritto da un arabo pazzo, si nascondono nelle pieghe delle realtà, con a capo il dio del male Nyarlathotep, cieco, sordo e muto. La teoria non è mai esplicitata sistematicamente, ma costituisce la geniale tramatura di tutti i racconti di Lovecraft e dei suoi seguaci e si può ricostruirla solo attraverso una lettura complessiva dei testi. Segno che il maestro dell’horror, dalla sua casa di Providence, era riuscito a scavare profeticamente nei meandri delle paure ancestrali degli americani e a trasfigurarle in forma letteraria. La trovata è il modello base di ogni teoria del complotto, nutrita da diffidenza e insicurezza, che abbia in seguito appestato la percezione del reale: dall’omicidio Kennedy all’attentato alle Torri Gemelle, dagli Ufo di Roswell allo Yeti, dalla morte dei veri Beatles alla convinzione che invece siano sempre vivi Elvis e Bruce Lee, Hitler e Osama Bin Laden. Il fascino del complotto deriva dalla ricerca inquieta dei motivi della presenza del male: possibile che il dolore sia frutto del caos e del caso? Non a caso, Nyalrlathotep è il Caos Strisciante. Non è più facile pensare che ogni nostra frustrazione, gli insuccessi, le sciagure che ci capitano siano originati da un piano prestabilito e nascosto ai nostri occhi, di cui sono responsabili gli alieni che tracciano cerchi nel grano? E certi ceffi che ci passano accanto coi loro sguardi truci, non saranno mostri ibridi che hanno mescolato la loro razza con la nostra? Non sarà anche questa l’origine di ogni razzismo verso i diversi? Senza contare che far parte di un’élite capace di ipotizzare un doppio fondo dell’esistenza, una realtà parallela, occulta allo sguardo delle masse, ci fa sentire più furbi: gli altri ci vogliono far credere che le cose siano quelle che vediamo, invece… Invece è più sano non vedere qualche complotto che c’è piuttosto che almanaccare un complotto che non c’è. Il confine tra l’orrore e il ridicolo, come sanno bene gli appassionati del genere e l’Umberto Eco del “Pendolo di Foucault”, è molto labile.

Fabio Canessa
preside del Quijote, Liceo Olistico di Aristan

COGLI L’ATTIMO

 

da Ipotesi di complotto (Conspiracy Theory, 1997) diretto da Richard Donner e interpretato da Mel Gibson e Julia Roberts

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