ALL'ANTIPATIA NON SI COMANDA


Editoriale del 26 gennaio 2014

Antipatici si nasce e non c’e’ niente da fare. Anche se la genetica non conta quasi niente nell’influenzare caratteristiche sociali così complesse come la simpatia e l’antipatia e ricordando che dell’eredita’ la cosa meno importante sono proprio i geni, dobbiamo pero’ riconoscere che il DNA ha un peso non banale nella trasmissione del caratteraccio, tecnicamente meglio noto come temperamento irritabile. Sono personcine mica da poco, gli antipatici veri, e siccome ne circolano ancora parecchi viene il legittimo sospetto che non sia tutta roba inutile. A vederli da vicino, se riuscite a scansare aggressioni verbali e fisiche, mostrano talvolta (non sempre) un’intelligenza superiore alla media soprattutto nella loro capacita’ di pensare fuori dagli schemi e vedere le cose arrivare prima di tutti gli altri. Questo deriva – probabilmente – da una sensibilità accentuata a tutte le situazioni, interiori e ambientali, che li rendono estremamente reattivi a minime variazioni percettive innescando una serie di strategie diverse da quelle di tutti gli altri e che li fanno rapidamente risultare, per l’ appunto, antipatici. Nonostante siano quindi utili per la società per le loro abilita’ intuitive finiscono necessariamente per viverne ai margini e – anche quando hanno successo personale – la loro efficienza e’ bassa, e il lavoro che svolgono viene riconosciuto sempre meno di quello che vale rendendoli – in questo caso giustamente – sempre più irritabili e decisamente sempre meno simpatici. In questo modo, in una crudele spirale dell’animo, antipatici si nasce e si muore.

Luca Pani
(Psiconauta ad Aristan)

COGLI L’ATTIMO

 

da Bianca diretto da Nanni Moretti – “Continuiamo così, facciamoci del male…”

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