ALLO SPECCHIO


Editoriale del 12 maggio 2014

A volte si svelano piano come un messaggio segreto scritto sul fondo di una ciotola di caramelle alla fragola regalata a un uomo triste. Altri sorgono rapidi come foruncoli imperiali e notturni sulla punta del naso al risveglio sul cuscino. Sono gli oggetti eletti a rappresentazione di un destino sognato, perseguito o mestamente abbandonato. Prendete questa foto scattata a Londra nel 1940. Da anni incorniciata sopra il letto ascolta le bestemmie per il sonno fragile e gli sghignazzi quando leggo come un monello alla lampada, che so, La trilogia del nord di Céline manco fosse una bibbia pestifera sul comodino. Potremmo fermarci all’ovvia glossa dell’immagine come cristallina epifania della democrazia anglosassone: sangue, fatica, lacrime e sudore. Understatement e resistenza. Ma questa è solo storia. Fra le rovine della biblioteca di Holland park devastata dai bombardieri nazisti sono stati immortalati i demoni della natura umana: sogno e barbarie. Spesso vengono illustrati nell’opposizione manichea. Qui invece s’abbracciano e si confondono nell’eros. Ciò che ne risulta è la serenità postuma e imperturbabile che indovinate fra le macerie e potreste confondere con la civiltà. Se riuscite a includervi, in quel silenzio, c’è spazio per voi nel riflesso che dio concede allo specchio, ogni mattina, mentre scorre l’eternità sulle rughe inconsolabili.

Luca Foschi
(Inviato di guerra da Aristan\ Aristan’s war correspondent)

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