ALTRE VOLTE RIESCO A COMBATTERLA


Editoriale del 16 ottobre 2015

Nessuno ve lo rivelerà mai: il posto preferito dei pittori latitanti sono le librerie.
Continuo a dipingere frammenti di vita moscovita. Passeggiando lungo l’Arbat, mi fermo per ritrarre a carboncino la bocca spalancata di un attore che interpreta una poesia di Majakovskij, attorniato da una folla estasiata.
Mi accontento. Guadagno bene al parco Gorky, dove dee – fanciulle e giovani dionisi mi chiedono di abbozzare i loro corpi in pose eccentriche in mezzo a distese di tulipani rossi, gialli, bianchi e arancioni, piantati con effimera precisione.
La nuova bellezza è lineare, cinica e superficiale. Certe volte la infilo nel portafoglio in banconote da cinquemila rubli. Altre volte riesco a combatterla. Come quando entrai in quella piccola libreria vicino alla fermata Lubjanka, “Dom inostrannikh knig”; misi in atto la mia piccola rivoluzione cromatica con una tonalità di acquerello color nocciola. I ricci dell’uomo seduto sulla poltrona di pelle cadevano sul collo sinuoso. Leggeva Kafavis e strofinava il pollice sugli angoli delle pagine. Lo ritrassi, non se ne accorse.
Meglio così. La bellezza, quella vera, non va mai disturbata.

Giulia De Rossi
(pittrice di Aristan in Russia)

COGLI L’ATTIMO

 

da Colazione da Tiffany (1961) diretto da Blake Edwards, con Audrey Hepburn e George Peppard, tratto dall’omonimo romanzo di Truman Capote

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