ALTRO CHE NUCLEARE


Editoriale del 8 novembre 2017

Stati Uniti. L’account Twitter di Trump disattivato per 11 ore da un impiegato al suo ultimo giorno di lavoro nella sede del social network. Tra ironia e scandalo l’uomo diventa l’eroe del giorno. Su Facebook si annuncia l’inizio della guerra civile per sabato 4 novembre. Antifa (che include le organizzazioni impegnate nella lotta al fascismo) si prepara a un’azione dimostrativa senza precedenti e minaccia di fare fuori tutti i maschi bianchi americani sostenitori di Trump. O così dicono i maschi bianchi americani sostenitori di Trump. Non ci sono tracce di proteste in programma ma le emittenti televisive rilanciano la previsione apocalittica. I gruppi dell’alt-right, la destra intransigente, diffondono l’allarme mentre la tensione sale e qualche sostenitore annuncia che investirà tutti i bastardi Antifa con un furgone, il giorno della guerra civile. Secondo teorie complottiste che neanche al cinema, i due fatti sarebbero collegati. Trump non twitta perché impegnato con i servizi segreti a sviluppare strategie di contenimento dell’imminente guerra civile. Oppure sono gli antifascisti ad aver bloccato l’account per far partire il conto alla rovescia e chiamare alle armi gli adepti. Grazie al fuso orario questo editoriale potrebbe uscire per Aristan prima dell’implosione americana, se ci sarà. Speriamo. É troppo complicato vivere in un mondo in cui gli Antifa si vestono come i Fa, i suprematisti bianchi imitano i militanti dell’Isis e un furgone non si nega a nessuno.

Eva Garau (Precaria di Aristan)

É troppo complicato vivere in un mondo in cui gli Antifa si vestono come i Fa, i suprematisti bianchi imitano i militanti dell’Isis e un furgone non si nega a nessuno. (da ALTRO CHE NUCLEARE, editoriale di Eva Garau)

dalla serie tv X FILES

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