AMO L’AUTUNNO


Editoriale del 1° ottobre 2020

Accolto da trombe d’aria e bombe d’acqua, è finalmente è arrivato l’autunno, la mia stagione preferita. Amo l’autunno, i marciapiedi delle città invasi dalle foglie morte, il vento che le trasporta e le mischia alle cartacce abbandonate, l’estate liquidata, il COVID che svuota le strade. Amo l’autunno, il piccolo paese avvolto nella bruma (si diceva così, una volta), il fumo di caminetto, i funghi che crescono nella boscaglia in cespugli e dirupi, il nonno -ormai da tanto senza la nonna- che è andato a cercarli da solo e non è più tornato, e dire che in primavera era stato graziato dal virus. Amo l’autunno, il ritorno da un viaggio che non c’è stato, i morti che ci aspettano in cimiteri piovigginosi. E la domenica tutti a godersi un pallido sole ottobrino, le donne a rimpiangere l’abbronzatura, i tifosi a contare i giocatori sani, le castagne ad arrostire all’angolo della strada. Amo l’autunno, i teatri che riaprono o forse no, le scuole che riaprono ma forse richiudono subito, i bambini che saltano sui banchi o forse solo sul pavimento, sani o malati, positivi o negativi. Amo l’autunno 2020, una stagione piena di dubbi.
Marco Schintu (Ufficio pesi e misure di Aristan)

“Amo l’autunno, i marciapiedi delle città invasi dalle foglie morte, il vento che le trasporta e le mischia alle cartacce abbandonate, l’estate liquidata, il COVID che svuota le strade”

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