AMORE SCEMO


Editoriale del 9 febbraio 2016

Si avvicina il 14 febbraio e, in occasione di San Valentino, festa degli innamorati, i banchi dei librai si riempiono di volumi d’occasione che saccheggiano la letteratura, da Omero a Harry Potter, per estrarne poesie e aforismi sull’amore. Con il risultato di ridurre tutto (da Emily Dickinson a Pascal, da Rilke a papa Giovanni Paolo II) alla filosofia dei baci Perugina. Oltretutto con il difetto di non allegare neppure i cioccolatini. Ne è triste esempio un volumetto edito da Zelig, “Aforismi d’amore”, che realizza il miracolo di appiattire una legione di poeti, filosofi, romanzieri e religiosi, scelti fra il meglio di tutti i tempi e di tutti i paesi, a un’unica vuota banalizzazione di frasi che, decontestualizzate, omologano Leopardi e Madre Teresa di Calcutta, Sofocle e Pavese, Fromm e Petrarca. Al punto che, se non guardassimo la firma, sarebbe arduo attribuire l’uno o l’altro aforisma al Vangelo o al marchese De Sade, ad Aristotele o a zia Ernestina. Chi avrà mai detto “Se fatto con amore, nulla è peccato”? Sant’Agostino? No, Harold Robbins, trucido autore di best-seller americani. “Una parola ci libera da tutto il peso e il dolore della vita; quella parola è amore”: sembra John Lennon, invece è Saffo. “L’amore è eterno finché dura” è il titolo di un film di Carlo Verdone, ma qui si scopre che l’ha copiato da Henri de Régnier. “Amare è essere cretini insieme” ci sembra una boutade di Luciano De Crescenzo; macché, l’ha scritto Paul Valéry! Una bischerata come “L’amore è un lusso” compare addirittura due volte: una con la firma di Balzac, l’altra di Camus, con un doppio vigoroso colpo di piccone alla letteratura francese. “L’amore è quella condizione in cui l’uomo vede le cose diverse da come sono” l’avremmo attribuito a Sveva Casati Modignani. E avremmo sbagliato di grosso, perché è nientepopodimeno che farina del sacco di Nietzsche. Insomma, non ne avremmo azzeccata una. Forse è per questo che lo stupidario amoroso dalle grandi firme ci ha così irritato.

Fabio Canessa
preside del Quijote, Liceo Olistico di Aristan

COGLI L’ATTIMO

 

da Scusa ma ti chiamo amore (2008) diretto da Federico Moccia e interpretato da Raoul Bova e Michela Quattrociocche

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