ANATOMIA DELLA FELICITÀ


Editoriale del 13 aprile 2014

La felicità non è un bullone. Non esiste una chiave giusta per farla girare e la sua forza non dipende dalle dimensioni. Non vi sono grandi o piccole felicità. Vi possono essere dei momenti impercettibili, di brevissima durata, che conferiscono un attimo di gioia infinita. Un minuto può valere tutta una vita e persino oltre. La felicità è l’unica emozione umana in grado di fermare davvero il tempo. Per questo è preziosa, misteriosa e – in fondo – un po’ vietata. Non vi è nient’altro che ci consenta di percepire la nostra immortalità come un momento di estasi assoluta. La felicità ci fa intravedere il Dio che è in noi, in tutti noi, ed è quindi pericolosa. Gli Dei sono strani personaggi che, da sempre, non amano essere usurpati da tentativi sfacciati di imitarli, anche se solo per un istante e che – quindi – si vendicano. Forse per questo nessun essere umano è mai stato felice per sempre. Nessuno lo sarà mai. Dovremmo riflettere su tutto ciò e apprezzare ancora di più quel battito di ciglia in cui tutto si ferma e i nostri mondi (quello interno e quello esteriore) si fondono l’uno con l’altro. Lo studio anatomico della felicità ci riconsegna una piccola certezza: sappiamo di essere felici solo quando il tempo e lo spazio cessano di esistere, non ha senso chiedersi quanto durerà perché è il modo migliore per farla andare via.


Luca Pani
(Psiconauta ad Aristan)
(@luca__pani)

COGLI L’ATTIMO

 

L’aria Il segreto per esser felici da Lucrezia Borgia (1833) opera composta da Gaetano Donizetti su libretto di Felice Romani, tratto dall’omonima tragedia di Victor Hugo (1833).

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