ANCORA MORTI TRA I CERCATORI DI FUNGHI


Editoriale del 2 novembre 2017

Puntualmente, all’inizio dell’autunno, quest’Ufficio è costretto a registrare troppi morti tra i cercatori di funghi. Sono decine quelli che ci lasciano dopo essere entrati nel bosco, più di quanti non vengano sbranati da un leone in Africa o da un coccodrillo in Australia, più di quanti non muoiano perché i funghi che avevano mangiato erano avvelenati. Per la maggior parte sono persone anziane. Il nonno scivola o perde l’equilibrio e precipita in un dirupo, viene morso da una vipera o sbranato da un lupo nero, oppure è colpito tra collo e spalla dalla fucilata di un cacciatore che lo aveva scambiato per un cinghiale, chino com’era su un fungo mai visto prima,. Di fatto, che siano giovani o vecchi, raggiungono il bosco e non tornano più. Spesso non li trovano più. Escono dalla fiaba, vagano nell’Universo.

Marco Schintu
(Ufficio pesi e misure di Aristan)

Il nonno scivola o perde l’equilibrio e precipita in un dirupo, viene morso da una vipera o sbranato dal lupo nero, oppure è colpito tra collo e spalla dalla fucilata di un cacciatore… (da ANCORA MORTI TRA I CERCATORI DI FUNGHI, editoriale di Marco Schintu)

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