ANEDDOTO


Editoriale del 7 febbraio 2020

 

C’è un aneddoto che mi ha particolarmente colpito a proposito di animali e più precisamente di cani. Non ha niente di commovente, spiega solo un atteggiamento. Una cosa è citare un episodio riferito a un ragioniere qualsiasi, un’altra farlo discendere dal pulpito di un premio Nobel. Sto parlando di un grande etologo, conosciuto da tutti e di un episodio riportato dal suo migliore allievo Niko Timberghen.

Lui si chiama Conrad Lorenz ed è giustamente famoso per le sue scoperte relative all’imprinting, cioè a quelle abitudini comportamentali che si creano in base alle prime esperienze di vita. Se alla nascita fai vedere all’animale un cuscino che si muove, quello lo identificherà come la propria madre.

Nella sua casa in campagna viveva circondato da animali, che grazie a lui trovavano una immediata spiegazione di quanto facevano e del perché lo facevano. In questo caso gli uomini non sempre la prendono bene. Non è raro che ti rispondano “Ma che te ne frega a te?”, “Ma non hai altro a cui pensare?”, sempre che non se la prendano troppo, altrimenti si corre il rischio di discussioni infinite, se va bene.

Quando Lorenz faceva il bagno nel laghetto vicino a casa era sempre seguito da una comitiva di ochette, e in alto da altri volatili che lo avevano eletto come mamma, per via dell’imprinting e lo seguivano nel raggio della sua ombra. In casa aveva altri animali.

Un giorno venne a trovarlo uno scienziato collega e amico e si misero a chiacchierare nello studio dove Conrad aveva un grande e bellissimo tappetto persiano molto antico che era costato sicuramente un sacco di soldi. L’amico ne apprezzò la fattura, la conservazione, anche il valore, visto che era persiano, solo si bloccò quando notò un enorme buco su un lato “Che peccato quel buco, cosa è stata, una bruciatura? Ma come è successo?”.    

Lorenz gli indicò il suo grosso cane, che stava sdraiato pigramente ad un lato del salone. “Lui? Mi stai dicendo che è stato lui? E non l’hai fatto fuori?”.

“La cosa mi è dispiaciuta molto, ma vedi, quel tappeto me lo posso sempre ricomprare uguale, ma quel cane proprio no”.

 

Nino Nonnis

(Zooroastro)

 

Quando Lorenz faceva il bagno nel laghetto vicino a casa era sempre seguito da una comitiva di ochette (da Aneddoto – Editoriale di Nino Nonnis)

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