ANTIFASCISTI SU MARTE


Editoriale del 21 maggio 2019

La valanga di interventi, vivaci e appassionati, provocata dal mio ultimo editoriale [martedì 14, 5 – NdR] ha avuto il pregio di mettere bene a fuoco con chiarezza due posizioni nettamente opposte. Il punto su cui siamo tutti d’accordo è che il fascismo non è per niente una bella cosa. Subito dopo, ci si divide: c’è chi afferma che con gli intolleranti bisogna essere intolleranti e chi, come me, pensa che l’essenza della democrazia sia proprio la tolleranza degli intolleranti. Se sono contrario alla pena di morte e poi dico che però per i pedofili assassini sarebbe giusta, allora vuol dire che sono favorevole alla pena di morte, non che sono contrario (tutti sono contrari alla pena di morte per i ladri di polli). Lo stesso vale per chi dice di essere tollerante, ma non con i fascisti, per i quali è disposto a fare un’eccezione. Se sono tollerante, lo posso essere solo con le idee che mi ripugnano, perché che senso ha definirmi tollerante con le opinioni che tollero già? Che il fascismo sia un crimine e che l’editore Altaforte meriti la galera non c’entra niente con la libera circolazione dei libri al Salone o da qualsiasi altra parte. Innanzitutto chiunque si trova in galera può scrivere e pubblicare i libri che vuole: vengono infatti normalmente stampati, distribuiti e venduti romanzi, diari e poesie di detenuti (siano costoro terroristi, mafiosi, politici corrotti o serial killer) che stanno scontando la loro pena. Nè c’entra qualcosa la ricostituzione del Partito Fascista, progetto assente dagli scalcinati saggi nostalgici di quel ridicolo catalogo, che potrebbe casomai essere combattuto con l’arma dell’ironia, non dell’ostracismo. Qui si tratta di libri e qualsiasi censura che riguarda i libri, si trattasse pure degli scritti più deplorevoli del mondo, richiama Fahrenheit e Il nome della rosa, l’Indice dei libri proibiti e i roghi nazisti. I fascisti vadano pure in galera o su Marte, come nel film di Guzzanti, ma gli antifascisti dovrebbero rimanere sempre amici della libertà e coi piedi piantati sulla Terra della tolleranza.
Fabio Canessa (Preside del Liceo Olistico Quijote di Aristan)

I fascisti vadano pure in galera o su Marte, come nel film di Guzzanti, ma gli antifascisti dovrebbero rimanere sempre amici della libertà e coi piedi piantati sulla Terra della tolleranza (da ANTIFASCISTI SU MARTE – Editoriale di Fabio Canessa)

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