ARISTAN DECOLLA


editoriale del 27 febbraio 2012

Tex è come il calcio. Conosciamo tutti i nomi e adesso anche i nomi delle veline. Kit Carson e Lilith ci sono familiari e non invecchiano mai. Ma sabato, Giorello ce lo ha mostrato dentro la grande storia americana, la geografia del Texas e dell’Arizona, sino agli anaconda in gita turistica. Michela vi ha aggiunto gli scenari sardi, non per nulla siamo quasi un continente. Io parlerò di Memoria e ho apprezzato che alla fine Giorello abbia dedicato la serata a Bonelli suo amico nella vita e amico anche nostro acquisito: gli davamo del Tex. Michela ha rivalutato e posto in rilievo l’economia dell’odio, sino al tributo al suo maestro Antonio Pinna. Un sentimento che appartiene a tutti e dopo la serata con Michela odieremo chi nega di averlo mai provato. È parola forte, impegno usurante, risposta, reazione immancabile. Spendibile a rate, per piccoli episodi e reazioni accumulate che ci portano ai frastimi. Quelli che Michela ha reso in una visione filosofica esistenziale, tanto che mi è venuta la voglia di crearne qualcuno mio, per passare alla storia, almeno quella di mio figlio.

Nino Nonnis

COGLI L’ATTIMO

Lettera di Piero Marras (scelto da Alessio)

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