ASMA


Editoriale del 20 ottobre 2014

Solo ora mi rendo conto di quanto nella memoria Asma si confonda con la penombra dove sua madre serviva il tè. Seduto sul ruvido e ordinato impiantito della capanna facevo domande sulla vita di quattro donne sfuggite alla guerra in Siria. Fuori lo spietato sole libanese intimava a uomini e animali il silenzio gesti e versi. Saad Nayel è ciò che le burocrazie d’emergenza definiscono un “insediamento improvvisato”. Manciate di stamberghe spuntate nella campagna bruciata fuori dal sistema organizzativo delle agenzie internazionali. Asma, la madre e tre sorelle, la più grande appena maggiorenne, un cerbiatto velato che gli adolescenti del campo, sciolti nel caos quotidiano dal rigore delle famiglie, leccavano da lontano con saliva di lupi. Asma, dieci anni, era l’unica della quattro sorelle a non lavorare. Un mese prima aveva pregato la madre di esentarla dal lavoro nei campi. Dodici ore a caricare patate sulla schiena di uccellino per nove dollari, quattro dei quali sarebbero andati al mezzano del campo in cambio di lavoro e protezione. Nei vasti pianori della Bekaa Asma e gli altri bambini venivano insultati e picchiati dal caporale quando gambe, braccia e volontà non garantivano l’efficienza richiesta. Lungo le strade decrepite era frequente vedere carri destinati a merci o bestiame contenere grappoli di fanciulli luridi e stanchi, ipnotizzati dall’asfalto in corsa. Il denaro delle quattro ragazze permetteva al gineceo la sopravvivenza. Nessun risparmio, nessun futuro. Solo cibo e acqua potabile. Una rarità a Saad Nayel, inquinata dalla chimica di un’agricoltura senza speranza. Era la madre a raccontare. Asma interveniva raramente, con un grumo di voce roca che trapassava lento la penombra e usciva fuori scivolando sotto le pareti di plastica per inoltrarsi nella luce e continuare in un periplo infinito, nel vuoto, una forza piccola e scura originata nel minuscolo stomaco di animale offeso. Nell’imbrunire bollente di quella tazza di tè era scritto un vangelo e Asma lo ispirava con occhi mesti di profeta.

Luca Foschi
(Inviato di guerra da Aristan\ Aristan’s war correspondent)

COGLI L’ATTIMO

 

da All the Invisible Children film a episodi del 2005, diretto da Mehdi Charef, Emir Kusturica, Spike Lee, Kátia Lund, Jordan Scott, Ridley Scott, Stefano Veneruso e John Woo. Questa clip è tratta da Blue gypsy diretto da Emir Kusturica

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