AVERE 15 ANNI


Editoriale del 17 marzo 2019

Avere 15 anni, ma anche qualcuno di meno, ma anche qualcuno di più, in questi giorni deve essere bello. Avere 15 anni alla vigilia della rivoluzione. Avere la stessa età di una ragazzina che per settimane ha saltato la scuola e i libri di testo li ha letti durante le giornate trascorse fuori dalla sede del parlamento svedese. Non una sciocchina che ha inventato un tormentone rilanciato sui social, non una pasionaria fuori dal tempo che ha mitizzato il passato per sentito dire. Una piccola donna con le trecce che ha fatto un ragionamento semplice. Non si può stare seduti sui banchi di scuola a lezione di scienze se la politica non crede più ai dati, se nessuno si prende cura dei giovani, subito, con urgenza. Dal gesto di Greta Thunberg una reazione a catena. Ho visto le foto delle lavagne nelle aule scolastiche: «Non abbiamo un pianeta B», scritto col gesso bianco; le interviste a suoi coetanei che da anni difendono i ruscelli in Friuli dalla cementificazione e dal nucleare e i campi in Puglia e le coste in Sardegna. Ragazzi silenziosi dalla voce ancora incerta che in questa educata anarchia svedese, un’anarchia laboriosa e determinata, pacata e intransigente, hanno riconosciuto la strada. Avere 15 anni mentre si preparano i cartelli, si leggono i report degli ambientalisti, ci si dà appuntamento in piazza per un venerdì mattina, quando anche i grandi si inchinano al corteo e nessuno ti dice di filare a scuola, perché a nessuno può venire in mente di violare tanta passione e ragione. Esserci stati, avere avuto accanto i grandi (dai partiti alle associazioni studentesche degli universitari) con la mente chiara e il fuoco dentro. E all’improvviso una consapevolezza vaga che diventa impegno, partecipazione, missione. Nel peggiore dei casi ci saranno migliaia di adolescenti che faranno attenzione a non usare sacchetti di plastica, a chiudere il rubinetto quando si lavano i denti, a non buttare a terra le cartacce. E impareranno, quelli che chiamiamo nativi digitali, millennials, che descriviamo sempre come alienati e individualisti, avulsi dalla realtà e schiacciati dalla tecnologia, maleducati e svogliati, impareranno l’emozione di fare la storia da protagonisti, impareranno a stare al mondo. Chi sminuisce, chi non li accompagna e non si fa accompagnare, non sa quanto possono essere contagiose certe rivoluzioni, come possono sembrare nuove certe parole: collettività, ambiente, futuro, gioventù.
Eva Garau (Precaria di Aristan)


“Non una sciocchina che ha inventato un tormentone rilanciato sui social, non una pasionaria fuori dal tempo che ha mitizzato il passato per sentito dire. Una piccola donna con le trecce che ha fatto un ragionamento semplice. Non si può stare seduti sui banchi di scuola a lezione di scienze se la politica non crede più ai dati, se nessuno si prende cura dei giovani, subito, con urgenza. Dal gesto di Greta Thunberg una reazione a catena.” – Da AVERE 15 ANNI editoriale di Eva Garau

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