AVEVO SETE


Editoriale del 21 febbraio 2019

Da qualche tempo gli spot televisivi sono tutto un fiorire di prostate ingrossate e di soluzioni per sgonfiarle, per la gioia di milioni di ultracinquantenni che affollano il nostro paese. Ci sono così diventate familiari le peregrinazioni notturne di un anziano signore in pigiama (conosciamo nei dettagli il suo appartamento, la camera da letto, la strada per il bagno) e l’incredulità di sua moglie, oppure ci viene spiegato con una grafica eloquente come quella sostanza elimina l’ostacolo idraulico: dopo la cura si farebbe una pipì da campione, con la stessa disinvoltura di una famosa statua in bronzo, che, va da sé, non soffre di alcun problema. I prodotti consigliati sono degli integratori alimentari (la differenza con i farmaci è labile e controversa), si possono cioè acquistare dappertutto senza prescrizione medica. Il tumore della prostata è uno dei più diffusi nella popolazione maschile, si registrano in Italia circa 40.000 nuovi casi l’anno: un controllo periodico è fondamentale per la diagnosi precoce. La medicina fai-da-te è però ingovernabile. Non si corre il rischio di far credere al signore che si alza di notte per andar in bagno -e poi torna a letto dicendo alla moglie che aveva sete- che sia sufficiente passare in una parafarmacia per rimuovere ogni preoccupazione?

 

Marco Schintu

(Ufficio pesi e misure di Aristan)

Un controllo periodico è fondamentale per la diagnosi precoce. Non si corre il rischio di far credere al signore che si alza di notte dicendo alla moglie che aveva sete che sia sufficiente passare in una parafarmacia per rimuovere ogni preoccupazione?  (da AVEVO SETE – Editoriale di Marco Schintu)

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