BASTA UN “BUONASERA”, CRETINO!


Editoriale del 30 settembre 2019

“Buonasera a tutte le radioascoltatrici e a tutti i radioascoltatori”. Sono circa cinque secondi. Anche la variante “buonasera a tutte le telespettatrici e i telespettatori” dura più o meno lo stesso tempo. Questa frase viene pronunciata in continuazione alla radio e alla televisione dai presentatori, dagli ospiti, dal pubblico democraticamente accolto e da quasi tutti quelli che entrano in scena. Chi fa un uso anche moderato di radio e tv nel corso di una giornata ne becca minimo 14. Minimo.

Quattordici “buonasera a tutte le radioascoltatrici e a tutti i radioascoltatori” fanno un minuto e dieci secondi al giorno, diciamo anche solo un minuto, a fronte dei circa 10 secondi al giorno per un semplice, ecumenico, “buonasera”. Ebbene in un mese ci becchiamo mezz’ora di questi cortocircuiti. In un anno sono sei ore. In 10 anni 60 ore. In 86 anni – ci avviamo verso questa aspettativa di vita – abbuonando i primi sei anni, sono 488 ore. Quattrocentottantotto ore altamente inquinanti che sommate ad altre situazioni seriali analoghe, che sono tante, fanno mesi, anni, forse decenni. “Buonaseraatutteleradioascoltatricieatuttiiradioascoltatoribuonaseraatutteleradioascoltatricieatuttiiradioascoltatoribuonaseraatutteleradioascoltatricieatuttiiradioascoltatoribuonaseraatutteleradioascoltatricieatuttiiradioascoltatori…” Un incubo infernale.

La misura della nostra confusione, della nostra progressiva perdita del senso del Sacro.

Invito dunque tutte le nostre care lettrici e tutti i nostri cari lettori a meditare.

Filippo Martinez (idiosincrasista)

 

“Buonaseraatutteleradioascoltatricieatuttiiradioascoltatoribuonaseraatutteleradioascoltatricieatuttiiradioascoltatoribuonaseraatutteleradioascoltatricieatuttiiradioascoltatoribuonaseraatutteleradioascoltatricieatuttiiradioascoltatori…” Da BASTA UN “BUONASERA”, CRETINO! – Editoriale di Filippo Martinez (idiosincrasista)

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