BENTORNATA, ANNIE VIVANTI!


Editoriale del 7 settembre 2021

Nella letteratura italiana non abbiamo avuto una Jane Austen o una Emily Dickinson, ma “la corona dell’elezione…il segno della grazia di Dio” sono toccati soltanto ad Annie Vivanti (1866-1942), nonostante non ci abbia “lasciato purtroppo un libro intero che ce ne dia tutta la misura”. Un giudizio così lusinghiero non lo scrisse Giosue Carducci, con il quale la Vivanti ebbe una relazione che all’epoca suscitò scalpore e scandalo e che la lanciò nel mondo della letteratura grazie a una celebre prefazione, ma Eugenio Montale. Apprezzata, con qualche riserva, anche da Benedetto Croce, oggetto di elogi entusiastici e di tremende stroncature, la Vivanti fu, secondo l’equilibrata valutazione di Pietro Pancrazi, una Colette italiana, che dette il meglio di sé nelle note personali e negli articoli di giornale (fra cui bellissime pagine proprio su Carducci). Una donna bambina, con un libero senso della natura, ma superficiale e giocosa. Si deve ora a FVE Editori l’inaspettato ritorno di Annie Vivanti con “Gioia!”, il suo libro di prosa più felice. Nata a Londra da un patriota mantovano e da una scrittrice tedesca, non ebbe l’italiano come lingua madre. La spregiudicatezza con la quale costruì il proprio personaggio e la voglia appassionata di affermarsi ne fanno una nostra contemporanea. Per quanto riguarda il giudizio critico, Giuseppe Giacosa scrisse che “chi vorrà dirne male ne avrà buoni argomenti”, e perfino il suo mentore Carducci ne riconobbe da subito i limiti. Aliena dal fascino del ricordo e del passato (che ammaliò sempre Carducci), preferiva proiettarsi nel futuro, a rischio di corteggiare il fascismo e le pose omosessuali. Incapace di metabolizzare e rielaborare, fu alfiera di una poesia giovane e fresca, che infatti avvizzì col tempo. Istintivamente teatrale e di temperamento indipendente, ebbe soldi, successo e una fine dolorosa, segnata dal suicidio della figlia e dal declino della popolarità. “L’anima fiduciosa e calma e forte/ Ispirata mi guida. A che? – Si vive/ Quel gran problema scioglierà la morte”.

Fabio Canessa (Preside del Liceo Olistico Quijote di Aristan)

“Incapace di metabolizzare e rielaborare, fu alfiera di una poesia giovane e fresca, che infatti avvizzì col tempo.”
Da BENTORNATA, ANNIE VIVANTI! – Editoriale di Fabio Canessa (Preside del Liceo Olistico Quijote di Aristan)

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