BENVENUTI ALL'HOTEL CALIFORNIA


Editoriale del 4 novembre 2019

L’Università di Aristan ha adottato un sistema per consentire, durante le lezioni, di manifestare approvazione evitando gli applausi. All’ingresso tutti ricevono una bandiera con lo stemma dell’ateneo e, chi vuole, può sventolarla in qualsiasi momento.

Era il 2012 e dovevo tenere a Cagliari la prima lezione del mio corso di Regalità Individuale. Una materia completamente nuova. Non sapevo come incominciare. Ogni parola mi sembrava inadeguata. Dunque salii sul palco del Centro Congressi della Fiera, raggiunsi il microfono… e tacqui. Nella sala si diffuse l’arpeggio lungo e inquietante delle chitarre di Don Felder e Glen Frey. Poi la voce di Don Henley: “On a dark desert highway, cool wind in my hair…” e tutti fummo percorsi da un brivido. Stavamo arrivando all’Hotel California.

Sono tanti i significati dati nel tempo a questo ambiguo, straordinario brano degli Eagles: è una metafora della droga, è un’interpretazione della bella vita di Los Angeles, è una canzone sull’oscura vulnerabilità del sogno americano… Gli stessi autori giocano a confondere le idee. Ma la bellezza delle opere d’arte è che una volta generate non appartengono solo ai loro autori ma a chiunque le ami. E io amo questa canzone. Sulle note finali del brano lessi la traduzione dell’ultima strofa.

L’ultima cosa che ricordo è che stavo correndo verso la porta, dovevo trovare il passaggio che mi riportasse indietro. – Rilassati – disse l’uomo della notte – noi siamo programmati per accogliere; tu puoi lasciare l’Hotel tutte le volte che vuoi ma non potrai mai abbandonarci! -“

La musica sfumò, lasciandomi in un silenzio lungo e teso.

Ciascuno di noi è una moltitudine che possiamo perdere ma che non possiamo abbandonare”, dissi alla fine. “Siamo noi l’Hotel California”.

Le bandiere sventolavano nella penombra della sala. La lezione poteva finire lì.

Filippo Martinez (Docente di Regalità Individuale)

 

Nella sala si diffuse l’arpeggio lungo e inquietante delle chitarre di Don Felder e Glen Frey. Poi la voce di Don Henley: “On a dark desert highway, cool wind in my hair…” e tutti fummo percorsi da un brivido. Stavamo arrivando all’Hotel California.”

Da BENVENUTI ALL’HOTEL CALIFORNIA editoriale di Filippo Martinez (Docente di Regalità Individuale)

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