BIGNAMI


Editoriale del 23 agosto 2019

Ricordo i libri di testo dei miei tempi, più o meno giustamente famosi, come il Carli-Dell’Acqua di storia dell’arte, il Paratore di letteratura latina, la sintassi latina del Broccia.
Mi capita ancora di prendere il libro con la copertina verde di letteratura latina e rileggermi gli effluvi descrittivi del Paratore, fluido giocoliere della parola. Ad ogni autore concedeva il dono della sua prosa, distinguevamo la diversa importanza dal numero di righe dedicate.
Molti, come me, certi libri se li sono conservati, mentre adesso c’è la corsa alle vendite a metà prezzo e anche meno, basta che sia.
In mezzo a questi giganti c’era anche, famosissimo anche lui, per la sua utilità, il Bignami, detto anche bignamino.
Chi doveva studiare per l’imminente interrogazione 60 pagine di storia che aveva lasciato accumulare, si comprava il Bignami specifico e si studiava senza corse al galoppo in sole 7 pagine la stessa storia. Molte volte due pagine a secolo. Bignami è diventato alla lunga un concetto “Puoi farmi un bignami di tutta questa situazione intricata?”.
Ovviamente la preparazione e le acquisizioni risultavano carenti, ma si potevano esporre le cose essenziali in maniera asciutta, secondo alcuni scheletrica, e dedicare il tempo guadagnato o risparmiato alle altre materie. Dipendeva solo dalle pretese individuali. Se si strappava la sufficienza, si compravano anche i Bignami delle altre materie. Nel caso, dovendo o volendo, ci si poteva dedicare ad ampliare le conoscenze su libri più corposi di quelli di testo. Allo scheletro aggiungevamo carne e sangue. C’era chi si comprava i volumi del De Sanctis, uno che ti dava grandi soddisfazioni e ti apriva nuovi orizzonti critici. Ariosto gli deve molto. Schopenhauer ci rimise le penne.
Ci vorrebbe una via di mezzo: un testo che sia snello, agile, in definitiva calvinianamente moderno. Mio figlio studiava in prima liceo classico, quando lessi le lezioni di italiano insieme a lui sul libro adottato dall’insegnante. Una mia curiosità. Un libro avveniristico, scritto da uno che più parlava e più diventava oscuro. Il mondo cambia, va veloce, anche troppo, ma la scuola resta ferma, anche troppo. Specie in senso sincronico.

Nino Nonnis (Sa Cavana di Aristan)

Ovviamente la preparazione e le acquisizioni risultavano carenti, ma si potevano esporre le cose essenziali in maniera asciutta, secondo alcuni scheletrica, e dedicare il tempo guadagnato o risparmiato alle altre materie (da BIGNAMI – Editoriale di Nino Nonnis)

  • MANIFESTO DI ARISTAN


    ANTEPRIMA
  • PROMO ARISTAN ROBERTO PEDICINI


  • INNO


  • IL TEMPO DEI TOPI DI FOGNA


  • CIAO NADIA