BISOGNA PROPRIO DIRE QUALCOSA DOPO UNA VITA TRASCORSA SENZA DIRE NIENTE?


Editoriale del 2 maggio 2013

Sono andato a letto alle due di notte e stamattina quando è suonata la sveglia mi sono ricordato che invece potevo restare a letto.
Le mie lacrime hanno bagnato il cuscino.
Nella malinconia mi sono tornate in mente le ultime parole di mio zio : “..e ricordati di conservare le bottiglie vuote!”
Non ho mai compreso appieno l’oscuro significato di quella frase, forse intendeva dirmi di gettarle nel cassonetto del vetro? Ma allora non c’era la raccolta differenziata!
Credo che fosse soltanto confuso o che già suo padre e prima ancora suo nonno le avessero pronunciate in punto di morte. Magari era tutta la vita che aspettava quel momento per dirle.
Io mi sono preparato una frase, la tengo pronta per l’occasione.
E’ bella e farei un figurone, però ho un dubbio su una coniugazione e non mi fido di chiedere consiglio, non vorrei che al momento giusto qualcuno uscisse fuori dicendo di averla già letta su facebook!
E se sbagliassi verbo e si mettessero a ridere?  Forse è meglio tacere. Lo so, non è bello andarsene senza un’adeguata frase di commiato, ma dopo che ho trascorso tutta la vita senza nulla da dire, volete che le mie ultime parole siano “e ricordati di conservare le bottiglie vuote” ?
Ma daii!!

Piergiorgio Mulas

COGLI L’ATTIMO

 

un’intervista al più contorto degli allenatori di calcio, Giovanni Trapattoni, presentata dalla Gialappa’s Band

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