BREVE SAGGIO SULLO SBIANCAMENTO DEL CULO


Editoriale del 25 novembre 2013

Si chiama “anal bleaching” ma noi, in ossequio alla capacità dell’onomatopea di ricondurre all’essenziale, lo definiremo sbiancamento del bucodiculo, tutt’attaccato, perché le vocali chiuse nel bocciolo delle labbra evochino la spelonca e la condizione di sofferenza estetica nella quale il muscolo si ritrova, sisifo imbrunito ed esasperato dall’evacuazione quotidiana e dalle saltuarie, metaforiche e non, inculate. Alcuni studiosi americani hanno dimostrato che le fregature, rappresentate (apotropaicamente) in molti linguaggi con la sodomia, possono avere delle reali ripercussioni sull’elasticità e il colore del plesso anale. Ma questa è una digressione e l’autore si è prefisso al contrario di analizzare lo sbiancamento del bucodiculo (che ora, per semplicità, chiameremo con l’acronimo SDB) nelle origini storiche e nella valenza sociale. Lo SDB va inserito in ciò che un filosofo come Heidegger definiva “totalitarismo estetico”. Egli pensava ai baccanali ariani delle SS, ma, attualizzato nella contemporanea civiltà dell’immagine, il totalitarismo estetico descrive il delirio di onnipotenza manipolatrice che porta, soprattutto in Occidente, molti individui a cercare la perfezione e la permanenza della stessa nel proprio corpo. La ceretta brasiliana ha fin dai primi anni duemila imposto la completa glabrità (implumitade nel gergo di Rio, si legge implumitagi) della zona genitale: peni e vagine epilati senza pietà, in una nuova era di candida purezza. “Il pelo appartiene al ‘900”, ha detto Andrea Ribeiro, grande regista del porno e transessuale. Per serendipità, come internet con la Guerra Fredda, la ceretta brasiliana ha rivelato l’ennesimo orrore, una grande, imperdibile occasione: il disboscamento esponeva alla vista testicoli incarboniti e grinzosi, clitoridi sfilacciati e bluastri, ani smantellati da emorroidi e stitichezze. Il mercato del porno ha colto l’attimo, dedicandosi, anima e soprattutto corpo, al superamento del tumore estetico. Dall’élite alla massa il passo è breve (si consiglia la lettura di “Porno” di Welsh), soprattutto negli USA, dove il narcisismo è un valore che i repubblicani pensano, il deputato Ivory in testa, di inserire nella Costituzione. Lo SDB riporta l’ano al roseo splendore dell’era della suzione. Si può ottenere applicando degli appositi cataplasmi o ricorrendo alla criochirurgia o al laser. I vantaggi sono straordinari: messi a pecorina il vostro partner esulterà, infoiato come non lo vedevate dai tempi del sedile di dietro nella Ford di papà, dimenticando quel viaggetto in Tailandia, per il momento. I cerchi concentrici che nonostante tutti gli altri interventi tradivano l’età, le andate e i ritorni, saranno cancellati. Liposuzioni, botulini, epilazioni, sfoltimenti, ginnastiche, strategie odontoiatriche, rifacimenti di seni e chiappe, trapianti piliferi verranno sublimati nel biancore glorioso del vostro bucodiculo. Davvero pochi hanno dovuto affrontare le rarissime controindicazioni: concrezioni vescicose e purulente grosse come teste di marmotta; insopprimibile voglia d’essere ingroppati da tribù di motumbi superdotati con successiva deriva nella prostituzione, o, peggio, con lo SDB tutto da rifare; riuscire, con contorsione circense, a vedere al contempo il vostro volto e il vostro splendente orifizio riflessi nello specchio, e non trovarvi traccia di pensiero.

Luca Foschi
(Inviato di guerra da Aristan\ Aristan war’s correspondent)
foschiluca.com

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