BUONI MOTIVI PER MANGIARE A CASA


Editoriale del 24 settembre 2015

Da bambino, mi ripetono, non ero così intollerante, non mi riconoscono più. E non mi consola il fatto che la memoria dei miei cari vacilli paurosamente. Prendiamo ad esempio alcuni dei motivi che mi spingono a preferire di stare a casa a mangiare un brodo di dado o una scatoletta di sardine piuttosto che di sedermi in un ristorante e farmi prendere subito dopo dalla voglia di fuggire. Detesto i ristoratori che ti accolgono chiamandoti “carissimo” anche se non ti hanno mai visto, quelli che ti impongono un tavolo esposto ai fumi della cucina in un locale vuoto, i menù in inglese, gli chef che a fine pasto pretendono di essere incensati, i camerieri che tengono un comportamento espansivo. In un rinomato locale, recentemente, si è presentato al mio tavolo Peter, un marcantonio di origine serba, che mi ha salutato come se mi conoscesse da una vita. Mai incontrato prima. Senza che proferissi verbo e prima ancora di chiedermi cosa desideravo mangiare, mi ha abbracciato e mi ha raccontato nei dettagli gli ultimi anni della sua felice esistenza: il matrimonio, i problemi di allattamento del figlioletto, le marachelle del suocero, la reale provenienza delle ciliegie servite a tavola. Un fiume in piena. Mi ha persino rimproverato di non averlo salutato per strada, ma forse non l’ho riconosciuto perché era mascherato da farfalla, in fondo eravamo a carnevale. Poi ha raccontato alla graziosa signora che stava con me, sbigottita e curiosa, con chi mi sarei presentato a tavola l’ultima volta. Ora però vi devo confessare che in quel ristorante ci sono tornato spesso: per chiacchierare con Peter.

Tony Cinquetti
(Etica gastronomica)

COGLI L’ATTIMO

 

da C’era una volta in America (Once Upon a Time in America 1984) diretto da Sergio Leone, con Robert De Niro, James Woods e Elizabeth McGovern

  • MANIFESTO DI ARISTAN


    ANTEPRIMA
  • PROMO ARISTAN ROBERTO PEDICINI


  • INNO


  • IL TEMPO DEI TOPI DI FOGNA


  • CIAO NADIA