CALL CENTER: OPERATORI


Editoriale del 22 marzo 2019

La modernità dovrebbe portare grossi vantaggi. Adesso abbiamo anche i call center, mediatori telefonici che dovrebbero garantire una maggiore velocità nel disbrigo delle pratiche che ti farebbero perdere intere giornate. Poniamo il caso di una persona che trasloca e deve pensare alla luce, l’acqua, il telefono, internet e qualche altro particolare. Ognuna di queste incombenze presenta delle difficoltà. Problema che possiamo risolvere con un banale collegamento via internet. Però qui sorge il primo problema: riuscire a prendere contatto con un operatore qualsiasi. Rischiate di imparare una musichetta a memoria, generalmente brutta, e potete immaginare quanto, se dopo avere seguito tutte le indicazioni, e riuscite a contattare un operatore, vi dicono che dovevate digitare un due invece di un uno. Altra mezz’ora di attesa. Quando però ne catturate uno, vi facilita il compito, vi dà infatti tutte le istruzioni per andare avanti “Apra qui, vada là, c’è un modulo da scaricare e compilare”. Bene. Però, ve lo dicono sempre in un secondo tempo, c’è da mettere una firma, per cui bisogna copiare la pagina, firmarla e spedirla via fax. Quindi dovete avere una stampante e un fax. La compilazione di questi documenti mette ansia, perché avrete sempre il timore di sbagliare un CAP o una singola lettera dell’alfabeto e invalidare il tutto. In certi casi il documento presenta delle ambiguità. Chiamate di nuovo e scoprite che ogni operatore ha le sue proprie opinioni al riguardo. Il quarto vi dirà che c’è bisogno di un documento di cui il terzo non vi aveva parlato e su cui gli altri due avevano taciuto. Mai una volta che vi dicano tutte insieme le cose che dovete produrre. A me è capitato addirittura di fare un contratto per la luce che, ho scoperto dopo sette giorni, essere sparito. Ho protestato e hanno messo in dubbio che dicessi la verità, perché non era possibile. Ho precisato che mi era arrivata una mail dove dovevo confermare il tutto, ma a loro questo non risultava, neanche dopo che gli ho rispedito la loro mail per comprovare. E quindi? “Non so cosa dirle”. E su questo non posso dargli torto. Un tempo dicevi “Mi faccia parlare col direttore”. Coi call center è impossibile. Devi rifare il contratto. Praticamente costretto.

Nino Nonnis (Sa Cavana di Aristan)

Rischiate di imparare una musichetta a memoria, generalmente brutta, e potete immaginare quanto, se dopo avere seguito tutte le indicazioni, e riuscite a contattare un operatore, vi dicono che dovevate digitare un due invece di un uno. Altra mezz’ora di attesa (da CALL CENTER: OPERATORI – Editoriale di Nino Nonnis)

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