CAMBRIDGE ANALYTICA E LA MIA PAGINA FACEBOOK


Editoriale del 22 marzo 2018

Possiedo una pagina Facebook, anche se ci sono entrato solo il giorno in cui mi sono iscritto e sono impermeabile a richieste di amicizia o di condivisione dei miei segreti più intimi, tipo quanti minuti ho impiegato per fare il giro a piedi dell’isolato. Alla Cambridge Analytica, dunque, non credo di essere stato utile, o nel caso contrario, mi piacerebbe sapere cosa hanno capito di me e cosa hanno pensato di tirar fuori dalla mia solitudine. Del modo in cui i social, si scopre, sono stati usati per manipolare le coscienze al punto da influenzare elezioni o rovesciare governi, mi incuriosisce solo una cosa. Vorrei che mi venisse mostrato, concretamente, quale percorso sia stato fatto seguire alla mente di un qualsiasi cittadino americano con un quoziente di intelligenza appena superiore a quello di una tavoletta del water (mentre scrivo mi sono già arrivate offerte di acquisto) per indurlo a scegliere Trump come presidente degli Stati Uniti, dopo averlo visto e ascoltato. Un autentico capolavoro. Solo per capire se anch’io, nonostante il mio snobismo, faccio parte senza rendermene conto di un gregge di milioni di pecore controllato da pochi cani da pastore.

Marco Schintu
(Ufficio pesi e misure di Aristan)

Solo per capire se anch’io, nonostante il mio snobismo, faccio parte di un gregge di milioni pecore (da CAMBRIDGE ANALYTICA E LA MIA PAGINA FACEBOOK, editoriale di marco Schintu)

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