CANI E ABBANDONO


Editoriale del 12 luglio 2019

Estate: tempo di ferie, di vacanze, di viaggi.
Le vacanze stressano: perché implicano una scelta, una organizzazione e perché ci si deve divertire per forza. I viaggi sono rischiosi, macchina, nave, aereo. Senza contare che ci sono sempre meno soldi da spendere.
La vera difficoltà però è il cane, per chi ce l’ha. Non guida, e quindi non vi può dare il cambio, non aiuta per il carico e scarico dei bagagli, non sa mandare sms, e gli è vietato l’ingresso ai musei e nella gran parte dei ristoranti, per non parlare di spiagge e alberghi. Se dobbiamo stare fuori per un mese, ci mette problemi insormontabili. Ce li mette anche se stiamo via due giorni e non abbiamo il giardino. E non abbiamo un amico disposto a sostituirci con una decente regolarità.
Il rimedio c’è, ma è all’origine e comporta una grande rinuncia, per chi ci tiene: non prendetevi un cane. Oppure ibernatelo per un mese. Sperando vada bene. Oppure fate vacanze separate e sfalsate. Voi col cane, vostra moglie senza.
Il cane non è uno sfizio, il capriccio di un momento, un giocattolo da buttare via al primo fastidio. Un tipo che conoscevo prese una volta un cucciolo per fare un regalo al figlio che era stato promosso in seconda elementare. Dopo un solo mese la moglie gli pose un aut aut: o lei o il cane. Lui regalò il cane all’amante della moglie. Questi, anche lui da me conosciuto, si affezionò talmente tanto alla incolpevole bestiola che lasciò l’amante (che nel frattempo aveva messo anche a lui l’aut aut).
Meno male, altrimenti quel cagnolino avrebbe fatto la fine dei tanti che vengono lasciati proditoriamente in montagna o in campagna, anche se molti cani preferiscono le zone di mare.
Quando vengono abbandonati in autostrada la loro fine è sicura anche perché di solito non sono abituati alle macchine e nessuno gli ha insegnato ad attraversare, cosa che in quei posti riesce pericolosa anche per noi umani. Li si abbandona perché è una sorte sicura e non ci pone l’angoscia del chiederci chissà che fine farà, o avrà fatto.
Mentre invece la fine delle autostrade e anche delle super strade non è sicura, anzi è certo che non arriverà mai, come dimostra la 131 sarda.

Nino Nonnis (Sa Cavana di Aristan)

“Quando vengono abbandonati in autostrada la loro fine è sicura anche perché di solito non sono abituati alle macchine e nessuno gli ha insegnato ad attraversare, cosa che in quei posti riesce pericolosa anche per noi umani. Li si abbandona perché è una sorte sicura e non ci pone l’angoscia del chiederci chissà che fine farà, o avrà fatto.” Da CANI E ABBANDONO – Editoriale di Nino Nonnis (Sa Cavana di Aristan)

  • MANIFESTO DI ARISTAN


    ANTEPRIMA
  • PROMO ARISTAN ROBERTO PEDICINI


  • INNO


  • IL TEMPO DEI TOPI DI FOGNA


  • CIAO NADIA