Capitolo 19 – SE FOSSI DIO


4 dicembre 2013

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Se fossi Dio credo che cercherei ogni scusa per passare più tempo possibile all’Inferno. Il Paradiso dev’essere insopportabile. Meglio stare lontani da tutti i buoni professionisti e dai pii in generale, quelli che, con la scusa di pregare, rompono i coglioni per ogni sciocchezza. Pussa via! Meno male che non sono Dio. Credo comunque che non li apprezzi neanche Lui. Non mi stupirei infatti se l’Inferno fosse pieno di questi noiosi e in Paradiso, invece, circolassero individui che il cosiddetto senso comune aveva bollato come mascalzoni. Gente che voleva solo vivere con molta passione e dunque, fatalmente, ha fatto un sacco di sbagli. Dice: ma questi non pregavano, o pregavano poco. E chi se ne frega! E poi cos’è la preghiera? Un ottimo modo di pregare, per esempio, può essere nuotare. Meglio se al mare. Meglio se vigorosamente. Meglio se per più di un’ora di seguito. È ciò che faccio tutte le estati da quando, il 20 luglio del 2011, ho compiuto sessanta anni. In genere nuoto a Torregrande, che è a sette minuti di auto da casa mia; a Kapingamarangi invece ho nuotato un po’di più: dal 27 luglio a ieri, 11 novembre. In tutto sono esattamente 9.238 minuti in 95 immersioni per una media di un’ora, 37 minuti e 24 secondi a nuotata.
Il mare è una cattedrale possente che, se usata bene, eccita il lobo anteriore dell’ipofisi scatenando le endorfine, e loro – si sa – sanno supportare divinamente ogni circostanza di assoluta armonia. Così puoi pensare che tutto sia solo acqua in movimento. Anche il cielo, anche tu, anche Dio. Acqua, solo acqua, nient’altro. Una meraviglia!
In realtà in un’ora e mezza di nuoto c’è anche dell’altro; passano anche dei pensieri. Passavano in ordine sparso anche ieri mentre, ancora ebbro per il trionfo processuale, facevo la novantacinquesima immersione. Cerco di recuperarli.
Primo pensiero: Se un ex portiere della Tharros, l’avvocato Giannino Martinez, mio padre, fosse vivo sarebbe finalmente contento di me, del figlio che – a differenza dei suoi due fratelli – non aveva mai giocato in porta (era un centravanti) e non aveva voluto fare l’avvocato, ma che ora, per un alambicco del destino, aveva dovuto difendere qualcuno in tribunale e aveva vinto la causa.
Secondo pensiero: Joel ed Ethan Coen, i due famosi registi, sono molto simpatici. Ieri sera al Bar Bariccia, quando il signor Zoro è andato via, abbiamo chiacchierato a lungo. Peccato che non parlino italiano.
Terzo pensiero: Mentre io sto nuotando a Kapingamarangi mio figlio Matteo sta lavorando a Milano e mia figlia Giulia Magda sta studiando a Pisa.
Quarto pensiero: Che ci faceva sullo specchio dietro il bancone del Bar Bariccia una foto di Fabio Canessa, preside del liceo olistico Quijote ad Aristan, con Farfarello, il padrone del locale?
Quinto pensiero: Loro, i miei figli dico, credono che io stia cercando un mio amico disperso in Micronesia, in realtà non sto facendo niente per lui.
Sesto pensiero: Joel ed Ethan erano con Gino Camorra. Me li ha presentati lui.
Settimo pensiero: Gino Camorra ha detto che sfrutterà la psicosi per la presenza del pacu mangiatesticoli nelle acque dell’atollo vendendo dei costumi da bagno rinforzati lì con una conchiglia. È convinto di venderli a tutti i maschietti.
Ottavo pensiero: In realtà la conchiglia non serve perché il pacu è ghiotto di noci, non di testicoli; addenta i testicoli solo perché li scambia per noci, dunque basta coprirli con un costume normale.
Nono pensiero: Poi qui non ci sono pacu, quei denti erano la dentiera del signor Zoro.
Decimo pensiero: Ora lascio che terminino i festeggiamenti per la assoluzione di Lecter poi chiamo a raccolta i componenti del commando e partiamo subito a Nauru per cercare Marco Schintu.
Undicesimo pensiero: Andremo in barca, l’aereo di Nichi ormai è inservibile.
Dodicesimo pensiero: L’atterraggio è stato miracoloso: quello era un uragano terribile… e poi la pista qui a Kapingamarangi è ridicola.
Tredicesimo pensiero: È un campo di patate travestito da pista d’atterraggio.
Quattordicesimo pensiero: Ghighi Gessa ha detto che forse rinuncerà a Nichi come cavia per valutare gli effetti del sakau. Dice che Nichi vive da sempre in modo alterato e dunque se anche ci fossero differenze di comportamento dovute al sakau lui, Ghighi, senza un’apparecchiatura per il monitoraggio neurofisiologico non è in grado di accorgersene.
Quindicesimo pensiero: Gino Camorra aveva mandato questi miei appunti a Joel ed Ethan Coen dicendo che stavamo vivendo dell’ottimo materiale per un loro film. Loro scrivono sempre da soli i loro soggetti, ma si sono incuriositi e sono venuti a Kapingamarangi.
Sedicesimo pensiero: Anche a Ethan e Joel è piaciuto molto il rum Caronte. Gino lo conosceva già. Quando siamo andati nella capanna dei suoni e delle danze ce ne siamo portati dietro due bottiglie con del pane da alternare agli assaggi per non ubriacarci.
Diciassettesimo pensiero: Ho detto a Gino: “Ma scusa, sai benissimo che io faccio il regista, perché diavolo hai chiamato loro per dirigere un film che sto scrivendo io?”, e lui mi ha risposto: “Allora questi appunti li stai scrivendo per fare un film? Non l’avevo capito.”, e io: “No, non pensavo di fare un film ma tu mi ci hai fatto pensare e io ora ho voglia di farlo.”, e Gino: “Ma se non riesci mai a trovare un produttore! Se loro decidono di farlo, invece, se lo producono e lo girano. Vuol dire che tu sarai il soggettista.”, e Joel: “No, Filippo makes the movie and we make the production (no, il film lo fa Filippo e noi lo produciamo).” e Gino: “Benissimo! Mi hanno smentito.”, e io: “Ma io non so se avrò voglia di fare un film”, e loro, tutti, mi hanno tirato mollica di pane, allora io ho aggiunto: “Se vi comportate bene vi affido una particina”, e Gino: “Domani dovrebbe arrivare anche Quentin Tarantino.”, e noi tre, quasi in coro: “Hai mandato le note anche a Quentin? Did you send the notes to Quentin too?”, e Gino: “Bè, sì… per sicurezza; ho pensato: a Quentin, Ethan e Joel questa roba potrebbe piacere”.
Diciottesimo pensiero: Sto nuotando da un’ora e quarantadue minuti… ora torno.
Diciannovesimo pensiero: Che ci fanno le sorelle Nanna e Titti Cappai con Andrea, Nichi e Gino Camorra vicino al mio asciugamano rosso?
Ventesimo pensiero: È chiaro: mi stanno aspettando.
Ventunesimo pensiero: Mmmh…

Filippo Martinez

COGLI L’ATTIMO

 

da Un uomo a nudo (The swimmer 1968) diretto da Frank Perry e tratto da un racconto di John Cheever. Con Burt Lancaster. Il trailer.

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