Capitolo 24 – LA CONSAPEVOLEZZA DEL NEMICO


Editoriale del 15 gennaio 2014

Riassunto e Puntate precedenti >>

 

L’attesa è considerata un tempo morto. È falso. O meglio: è falso che l’attesa per il solo fatto di essere un momento di apparente stasi debba essere considerata un tempo morto. La mia attesa di Gianfranco Zola sul molo, per esempio, è stata ricca e inquietante. Colpa del bambino. Un bambino che non vedevo da almeno cinquant’anni. La prima volta ha fatto capolino da dietro un tifoso; l’ho riconosciuto ma subito ho cercato di dimenticarlo: non poteva essere. Poi, appena ho smesso di conversare con Slim, mi è apparso di nuovo. A quel punto non potevo più fingere di non conoscerlo: era di fronte a me, giungeva dalla mia infanzia e mi fissava in silenzio, come per annunciarmi una minaccia.
Gianfranco Zola è sceso tra gli ultimi ed è stato accolto da un’ovazione; con lui c’era Piergiorgio Mulas, il direttore di Ar Psicosomatica. Sono andato loro incontro ma ho fatto giusto in tempo a scambiare quattro frasi di benvenuto che, scortati da Gino Camorra, Andrea, Nichi, Nanna, Quentin e Titti, hanno attraversato la marea umana di kapingamarangesi esultanti e si sono avviati verso la foresteria della squadra.
La bomba è esplosa undici ore dopo, nella notte.
Scoprire che questo fatto era accaduto solo nel mio sogno non mi ha tranquillizzato. A pancia in su, nel buio, cominciava ad affiorare la consapevolezza del nemico; un nemico senza volto, che mi stava braccando.
Se dovesse capitarvi sappiate che in questi casi c’è una cura efficace per evitare il panico: pensare con forza che dovunque sia, chiunque sia, noi lo staneremo. E dovrà essere lui, il nemico, ad avere paura di noi.

Filippo Martinez

COGLI L’ATTIMO

 

da Hardwired – Nemico invisibile (Hardwired, 2009) diretto da Ernie Barbarash

  • MANIFESTO DI ARISTAN


    ANTEPRIMA
  • PROMO ARISTAN ROBERTO PEDICINI


  • INNO


  • IL TEMPO DEI TOPI DI FOGNA


  • CIAO NADIA