Capitolo 25 – LA VITA PERFETTA


Editoriale del 22 gennaio 2014

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Ho rivisto Gianfranco Zola il giorno dopo il suo arrivo, con più calma. Nella mia vasta capanna sul mare abbiamo conversato a lungo davanti a due tazze di sakau e a un tramonto indescrivibile. Mi ha detto che prima di accettare di far parte del Kapingamarangia vuol vedere giocare la squadra almeno una volta; Gino Camorra gli ha garantito che organizzerà un’amichevole entro una settimana.
“Ho smesso di giocare perché non sopportavo più il mestiere del calciatore”.
“Hai giocato troppo, è normale che ti sia stufato”
“Non mi sono stufato: giocare mi piace ancora moltissimo. Mi ha stufato solo il mestiere. Il mestiere non c’entra col gioco; il mestiere sono i ritiri, le interviste, la firma dei contratti, i tifosi che ti braccano anche mentre stai facendo una passeggiata… Kapingamarangi potrebbe essere il posto giusto per giocare ancora qualche partita”.
“Kapingamarangi è il posto ideale!”, gli ho detto, e abbiamo sollevato le tazze.
Quando è andato via – doveva cenare con Nanna, Titti, Piergiorgio Mulas e i fratelli Coen – ho lasciato che la notte invadesse la capanna. Niente luna, solo un miliardo di stelle.
Per vivere una vita perfetta bisogna che un gioco di squadra la invada completamente. Non importa che sia un gioco duro o elegante, che sia in attacco oppure in difesa, col contropiede: dev’essere vero. Dev’essere senza tregua. Dev’essere con molta fantasia, con sbreghi sulle ginocchia, con rigori sbagliati… E non ci dev’essere spazio per il mestiere. Solo per il gioco. Quando poi la Morte col suo abitino nero da arbitro degli anni sessanta fischierà la fine dovrà avere la sensazione che, uscendo dal campo, tu non sia andato a farti la doccia. Dovrà sospettare che la partita, a sua insaputa, stia continuando da qualche altra parte; dovrà intuire un boato lontanissimo della folla, immaginare un tuo gol in acrobazia. E schiattare d’invidia.

Filippo Martinez

COGLI L’ATTIMO

 

da L’arbitro (2013) scritto e diretto da Paolo Zucca. Con Benito Urgu, Geppi Cucciari, Stefano Accorsi, Francesco Pannofino, Jacopo Cullin

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