CARI GURU


Editoriale del 13 gennaio 2020

Sono un essere semplice e socievole. Parlo con piacere di Nainggolan, dei Pink Floyd, del metodo Kominsky, di Parigi, di Muhammad Ali, dei Peaky Blinders, di Ratman, del nuoto in mare, del cioccolato di Modica, della Boqueria, del Joker di Heat Ledger e di quello di Joaquin Phoenix, del rum Zacapa. di Katy Perry, di san Giuseppe da Copertino. Ascolto volentieri i bugiardi creativi, gli imbonitori delle televendite, i rievocatori di vecchie glorie, i collezionisti di fumetti, i fan di Totò, gli amanti del jazz di New Orleans, i ballerini di tango, quelli che non sopportano i ballerini di tango, le giovani romantiche deluse da almeno quattro grandi amori, i vecchi mimi, i denigratori del cubo di Rubik.

Non voglio, ripeto NON VOGLIO che mi spieghiate l’essenza della vita, il destino ultimo, la necessità del silenzio, che mi indichiate la strada, che cerchiate di convincermi che Dio esiste o non esiste, che mi chiediate di chiudere gli occhi e di concentrarmi, che mi invitiate a respirare profondamente. Non voglio che mi raccontiate storielle esemplari. Non voglio che mi sveliate la formula infallibile della felicità. Non voglio che mi guardiate con l’espressione di chi ha capito tutto di me e poi mi diciate che sono una bella persona.

Cari guru di tutti i tipi cercate qualcuno più sensibile, più buono, più intelligente, più trepidante di me per il proprio destino e per quello dell’umanità. Davvero non faccio per voi. Andate a gureggiare da un’altra parte. Grazie.

Filippo Martinez (Idiosincrasista)

 

“Cari guru di tutti i tipi cercate qualcuno più sensibile, più buono, più intelligente, più trepidante di me per il proprio destino e per quello dell’umanità.” Da CARI GURU – Editoriale di Filippo Martinez (idiosincrasista)

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