CASUALE MA NON TROPPO


Editoriale del 16 aprile 2021

Non c’è nessun gusto a prendere una ricorsa, se non l’idea che serve a qualcos’altro. Quella del salto in lungo è diversa da quella del salto in alto. I calciatori la chiamano riscaldamento. Nessuno dirà: che bella rincorsa! Eppure anche lei ha le sue regole. Le regole, come tutte le regole, sono anche stupide, servono almeno a evitare discussioni, come quella che a poker non bisogna smezzare lasciando meno di 3 o 4 carte e non si può dire buono, per evitare la messa in mezzo. Allora perché la chiamo stupida? Perché la si usa anche per il poker natalizio tra cognati, quelli dove uno si alza e dice “Ho vinto tutto io. Ma quale fortuna, bravura”, per un totale di 17 euro.
Ero partito con la rincorsa e l’ho fatta anche per entrare in argomento. Anche questa pausa di vita legata al covid la considero come una grande e lunga rincorsa, specifica per la bisogna del caso. Ancora per poco e farò il vaccino, e spiccherò il salto. Come tale la vivo e l’ho vissuta. Quando siamo diventati zona bianca rispondevo a chi mi diceva “Beati voi”, che era il modo migliore per diventare zona rossa e ho avuto ragione. Molti se la prendono con Solinas, io con chi l’ha eletto, solo che o negano o hanno cambiato idea. Voglio vedere il lato positivo di questa lunga quarantena. Non tutti l’hanno vissuta allo stesso modo. Qualche fortuna mi sono ritrovato ad averla. Ho una pensione sicura, vivo da solo con un cane, quindi sono in grande compagnia, ho sentito la vicinanza di amici, come mai l’ho cercata. Ero sicuro di trovarli sempre disponibili, senza impegni distraenti “Giochiamo domani a bridge su BBO?”. Mai che ci fosse un impedimento o una scusa credibile. Un’altra fortuna è l’abitudine al computer e al suo uso. Ho definitivamente apprezzato FB e le possibilità che concede. Una volta per lamentarmi con L’Unione sarda ho scritto in un post “Meno male che c’è FB”. Mi hanno risposto a stretto giro di replica proprio dal giornale dimostrandomi finalmente la solerzia di cui lamentavo l’assenza. Ho evitato per il futuro di metterli alla prova. Io ho rinunciato, loro hanno continuato. L’ho fatto non per ripicca, forse per perfidia, mia.
Su FB ho potuto postare pezzi come questi su Aristan e ringrazio chi ha dato senso a questo mio impegno. La cosa non è così scontata. Penso a chi sta in galera e non può accedere a questa valvola di sfogo, penso a Gramsci che non aveva a disposizione i libri che voleva per consultare. È un po’ come il mal di denti, te ne accorgi solo quando ce l’hai e non gioisci mai perché non ce l’hai. Un’altra fortuna è quella di avere l’abitudine a leggere e di possedere una biblioteca ricca di libri interessanti che non ho avuto tempo di leggere. Penso a certi che hanno speso i soldi per una macchina che è costata quanto i miei libri. Tutti e due siamo appagati, ma io non mi lamento perché i miei libri sono costretti in garage.

Nino Nonnis (La Cavana [la roncola] di Aristan)

“Ho una pensione sicura, vivo da solo con un cane, quindi sono in grande compagnia, ho sentito la vicinanza di amici, come mai l’ho cercata.”
Da CASUALE MA NON TROPPO – Editoriale di Nino Nonnis (La Cavana [la roncola] di Aristan)

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