CATEGORIA A PARTE: LE FAKE NEWS


Editoriale del 19 giugno 2020

Potenza dei termini inglesi che determinano una differenza di sfumature alle quali spesso non si può rinunciare. “Come ti tieni agli studi?” – “Faccio la baby sitter” – “La bambinaia quindi” – “No, la baby sitter”.
Meglio dirsi manager anche se si è impiegati con qualche mansione al Comune. I bidelli sono personale Ata e sembra che lavorino sotto copertura, nessuno riesce a scoprire i limiti del loro giuramento deontologico: ”Non mi spetta”.
Il nome sancisce una differenza di considerazione e la inserisce in un contesto diverso. Ci sono parole che pur rimanendo identiche prendono volta a volta un senso diverso. Un tono alto e uno basso o normale. Una di queste è la parola maestro che nel rango basso designa un insegnante elementare e nel rango alto nomina un grande, come Picasso. In Sardegna si abusa democraticamente e diventano tutti maestri, di muro, di ferro, di legno, a seconda del mestiere, che un tempo implicava gavetta. Se detto senza riferimento specifico assume un tono ironico, accettato da tutti. Una cosa è essere maresciallo di una caserma qualsiasi, altra raggiungere il grado che fu di Graziani, maresciallo d’Italia.
L’ultimo è il termine inglese: fake news. Il fenomeno preesisteva ma veniva differenziato in panzana, balla, invenzione e altre che non nomino per questione di stile. Ci stiamo abituando alla loro comparsa, e anzi qualcuno l’ha trasformata in un lavoro, che fa parte di un impegno politico.
L’ultima è che il Venezuela abbia dato milioni di euro ai 5 stelle, non ieri, ma molti anni fa. Chavez ha puntato su di loro con grande lungimiranza. Forse per favorire il commercio di miss universo. Probabilmente viene fatta ad arte, confezionata come fake news, non come verità reale ma come verità possibile. In questo caso basta che funzioni l’odio a Chavez, generico, e il dubbio da insinuare sui 5 stelle. Mi stupisce che il Venezuela abbia soldi da elargire a un altro paese, e in cambio di che cosa poi? Potrebbe spuntare fuori che vogliono appoggi nel comitato per le prossime Olimpiadi. Siamo abituati a questi meccanismi, la pubblicità ha stretto un patto di credulità talmente smaccato eppure efficace, che ogni giovane marmotta ne può venire a capo “Metti maglioni xxx, sarai unico e ti distinguerai”. Svolgimento.

Nino Nonnis (sa Cavana [la roncola] di Aristan)

“Il nome sancisce una differenza di considerazione e la inserisce in un contesto diverso.” Da CATEGORIA A PARTE: LE FAKE NEWS – Editoriale di Nino Nonnis (sa Cavana [la roncola] di Aristan)

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