CAVIE UMANE: IL TUBO DI SCAPPAMENTO


Editoriale del 1 febbraio 2018

In una versione aggiornata degli esperimenti che nel ventesimo secolo utilizzavano esseri umani per conoscere gli effetti del plutonio, del DDT o della talidomide, o di quelli che nella stessa Germania venivano effettuati dai nazisti sugli ebrei, sono ricomparsi i “volontari”. In un laboratorio di Aquisgrana che ricorda il gabinetto del dottor Caligari, riportando indietro di un secolo la scienza, a venticinque cavie umane è stato chiesto di inalare per tre ore al giorno e per qualche mese il diossido d’azoto presente nei gas di scarico di auto tedesche delle marche più note. Un esperimento senza fondamento, a partire dal fatto che un test che utilizza venticinque persone permette al massimo di stabilire se i funghi che ha cucinato la nonna sono velenosi. Ma l’aspetto più grottesco della vicenda è che sull’argomento si sa già tutto da decenni e se ne osservano gli effetti perversi su miliardi di cavie umane costrette, volenti o nolenti, a respirare ogni giorno nel traffico l’aria fetida che proviene dai tubi di scappamento. Le auto tedesche emettono aria pulita e fresca? Forse più fresca che pulita. Non ci resta che aspettare di conoscere i risultati, oltre che la faccia di chi ha ideato l’esperimento e di quelli che hanno respirato il gas.

Marco Schintu
(Ufficio pesi e misure di Aristan)

In un laboratorio di Aquisgrana che ricorda il gabinetto del dottor Caligari venticinque persone hanno inalato per tre ore al giorno e per qualche mese il diossido d’azoto presente nei gas di scarico di auto tedesche delle marche più note (da CAVIE UMANE: IL TUBO DI SCAPPAMENTO, editoriale di Marco Schintu)

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