CECITÀ


Editoriale del 2 maggio 2019

Quel giorno si svegliò con un leggero senso di nausea. Era domenica, ma come al solito, prima di mettersi in piedi, avrebbe dato un’occhiata ai quotidiani sul suo portatile. Nessun giornalista si prendeva più la briga di scrivere, solo contributi video: li evitò accuratamente. In nessun giornale mancava il video dei fidanzati indiani finiti nel fiume mentre dalla barca cercavano di farsi un selfie, quello dell’uomo che si sveglia dall’operazione con un gatto vicino, quello del pompiere che adotta un cucciolo di cane che ha trovato tra le macerie, il trailer della bambola assassina, i dieci peggiori cibi da acquistare al supermercato e altre centinaia di minchiate, tutte precedute da dodici secondi di pubblicità. Tutte gli errori più stupidi commessi dai calciatori di tutto il mondo, da quando esiste il calcio. L’attenzione si sollevò un attimo quando vide il filmato di un ragazzino che faceva una rete straordinaria e due minuti dopo la telecamera lo riprendeva fare lo stesso identico gol dalla stessa identica posizione, nella stessa identica porta: finalmente qualcuno aveva ucciso il replay. Era venuto il momento di controllare le sue chat su WhatsApp: tutte rimandavano tra loro all’infinito, in automatico, gli stessi buongiorno e le stesse volgarità. Postò su una delle chat la notizia, vera, che uno dei partecipanti era appena morto. Ecco perché non compariva la doppia spunta blu nei messaggi, fu la prima risposta. A seguire decine di manine che salutavano e persino i cotillon, una bottiglia di champagne e gli applausi. Si ricordò allora che era il compleanno di uno dei suoi massimi dirigenti e lo chiamò per fargli auguri. Ma per sbaglio utilizzò un programma di videochiamata. Con suo grande disappunto lo trovò che in pigiama faceva colazione a letto con la moglie, a chiedersi perché qualcuno si infilasse a casa sua senza motivo la domenica mattina. Fu allora che con sua grande soddisfazione perse la vista. Come nel libro di Saramago (“Cecità”) improvvisamente tutto divenne bianco, una marea lattiginosa. Ora aspettando che gli passi, ascolta. In fondo non è che un altro modo di vedere le cose.

Marco Schintu (Ufficio pesi e misure di Aristan)

https://youtu.be/NmTZNPuDEaA

“Fu allora che con sua grande soddisfazione perse la vista. Come nel libro di Saramago (“Cecità”) improvvisamente tutto divenne bianco, una marea lattiginosa. Ora aspettando che gli passi, ascolta. In fondo non è che un altro modo di vedere le cose.” Da CECITÀ – Editoriale di Marco Schintu” Da CECITÀ – Editoriale di Marco Schintu (Ufficio pesi e misure di Aristan)
 
 

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