CENTOTRE ANNI


Editoriale del 27 maggio 2019

Man mano che gli anni passano piangere diventa più facile. Non sto parlando dei piagnistei che affliggono questi tempi senza ritegno, parlo d’altro. Parlo delle lacrime appassionate di chi abbraccia tutto e tutti prima di andar via. Le lacrime sul ciglio degli eroi cantate dai greci antichi.
Ieri però, durante la piccola festa per i miei 103 anni, ho mangiato la torta e non mi sono commosso.
“Qual’è il tuo trucco?”, mi hanno chiesto, alludendo al mio appetito. Ma la vera domanda non pronunciata era “come diavolo fai a godertela sapendo che stai per morire?”
“Nessun trucco – ho risposto – ma molta disciplina”.
È così: la disciplina è indispensabile per capire chi amiamo, cosa amiamo davvero. Per trasformarci in un luogo che ci piaccia. Un luogo caloroso, accogliente, sorridente.
Un luogo pieno di musica.
Mi chiamano a tavola.
È mia madre? No, è mia figlia. Sta molto bene con quel vestito rosso.
Riso e spinaci.
“Casta diva che inargenti queste sacre antiche piante…” È la Callas.
Aumenta un po’ il volume, per piacere… Che aria meravigliosa!
Chissà se l’ho scritta io?

Filippo Martinez (Ultracentenario)

“Casta diva che inargenti queste sacre antiche piante…” È la Callas.
Aumenta un po’ il volume, per piacere… Che aria meravigliosa! – Da CENTOTRE ANNI – Editoriale di Filippo Martinez

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