COMPITI A CASA


Editoriale del 29 marzo 2019

Ci sono insegnanti valutati come bravi per il solo fatto che fanno “lavorare”, a scuola e soprattutto a casa. In qualche caso, forse in molti casi, l’insegnante corregge, se lo fa, i compiti svolti da una cooperativa familiare. Il concetto è che più si fa e più si impara. 20 moltiplicazioni sono meglio di 5, due versioni di greco meglio di una. E dal momento che il genitore collabora col figlio, ne viene fuori l’idea che insegnare sia facile, che la didattica sia alla portata di tutti. I compiti di matematica a casa possono diventare un’educazione all’errore: se il ragazzino sbaglia un procedimento alla prima operazione, lo sbaglierà anche alle successive. Mentre se lo fa con l’insegnante presente saprà dove sta sbagliando, il perché, il come e il dove.
Un altro problema è che a tutti gli allievi di una classe vengono assegnati gli stessi compiti. Ogni insegnante assegna i propri compiti a casa e non si cura di sapere quale sia il carico che i suoi colleghi hanno assegnato. Salvo rimostranze degli alunni. Beppe Broccia, grande (mio) docente di Latino e Greco, faceva studiare senza caricare gli allievi di migliaia di versi. Lavorava in profondità e i suoi allievi non erano mai esausti. La sua fama e bravura lo preservavano da critiche.
Perché c’è anche il problema del docente verboso e trasmissivo, che informa, ma non forma, in qualche caso sforma. Perché la lezione frontale va rivista, cioè modulata diversamente. Qualcuno vedrà il mio discorso pericoloso, perché già adesso si studia e si pretende molto meno di 40 anni fa. In Finlandia la media del tempo settimanale dedicato allo studio a casa è di 3 ore, da noi 9 ore. Dicono che studiare qualcosa a memoria serva, impari una tecnica, te la crei e tieni in allenamento il cervello.
Il problema è che tante volte ho visto bambini costretti a studiare poesie insulse, che sono già un danno leggerle. Dante ai miei tempi lo si riteneva a memoria per la fluidità del suo verso, e perché indugiavamo sul suo studio. Molti finiscono per studiare a memoria anche materie di espressione come la storia e la filosofia. Imparano a breve termine. Mio figlio ha usufruito di interrogazioni scritte di filosofia e storia. Don Milani paragonava la scuola a un ospedale che cura i sani e respinge i malati.

Nino Nonnis
Sa cavana di Aristan

In Finlandia la media del tempo settimanale dedicato allo studio a casa è di 3 ore, da noi 9 ore (da COMPITI A CASA – Editoriale di Nino Nonnis)

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