CORTOMETRAGGIO


Editoriale del 26 maggio 2013

Insegnavo a cinquanta chilometri da casa. Quella strada dritta, sempre uguale, con oleandri posticci che morivano di sete ai lati della carreggiata, la percorrevo senza rendermene conto, immersa nei miei pensieri, ascoltando la radio. Un giorno, mentre cantavo a squarciagola, persa nell’interpretazione accorata di una canzone di Loretta Goggi, mi supera una cabrio guidata da un tizio con occhiali da sole e sorriso smagliante che mi coglie in flagrante durante il ritornello. La a finale di “Maledetta Primavera” sfocia in una risata e lui, rallentando, mi guarda e ride con me. Immagino la trama di un film: lui guarda lei lei guarda lui s’incontrano s’innamorano vanno a vivere in un cottage su una spiaggia isolata ma hanno anche un aereo privato così possono andare dove vogliono perché lui è pure ricco oltre che bello, intelligente, fine, sensibile. Iniziano le prime sequenze: Lui guarda lei. Lei guarda lui. Un viaggio emozionante e indimenticabile: vicini, le fiancate delle auto quasi si toccano in una danza che dura quasi trenta chilometri. Dopo una svolta lo perdo. Arrivo a destinazione. Lui ricompare. S’incontrano. Scende dall’auto. Ho il cuore in gola. Non è molto alto, ma ha un bel sorriso. Con nonchalance, appoggia il gomito sulla tasca porta oggetti della portiera e mi dice “Ciao fioreellinoo, cosa fai, sali in macchina o mi offri un caffè?”. The End. Entro a scuola mentre scorrono i titoli di coda.

Giovanna Ferraro

COGLI L’ATTIMO

 

da Provaci ancora, Sam (Play It Again, Sam 1972) diretto da Herbert Ross, di e con Woody Allen

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