COSA C’È SU LA 7? PUBBLICITÀ


Editoriale del 6 novembre 2020

Sicuramente avranno fatto degli studi in merito. La pubblicità è indispensabile, anche se non viene guardata. Cosa fa uno spettatore, che in questi casi è sempre medio, durante gli stacchi pubblicitari?
Si guarda cosa c’è negli altri canali. E trova altri consigli per gli acquisti. Succede anche a Cairo e Berlusconi? Non voglio augurare nessuna nemesi.
Suppongo che la lasci scorrere, specie se vede bei corpi, però dura anche 6 minuti. Oppure si regola e infatti qualche stacco ti avverte che durerà un minuto e in quel caso non cambi. Io molti programmi me li registro e me li guardo in seguito, così quando c’è lo stacco vado veloce. In qualche caso ne approfitto, per farmi un caffè, per andare in bagno, per fare una telefonata.
Penso che tutti quelli che possono facciano così e quindi la pubblicità chi la guarda? Forse basta che si sappia che un prodotto esiste per valutarne l’utilità. “Ah sì l’ho sentito nominare”. Quando lo vediamo in uno scaffale lo scegliamo a preferenza di un altro, perché se ha i soldi per la pubblicità vuol dire che vende bene, quindi piace, quindi è buono. Ci accodiamo alle scelte di tutti, anche se siamo gli iniziatori. Gli slogan sono indovinati, se durano significa che centrano il loro bersaglio, che poi siamo noi.
“Dove c’è Barilla c’è casa”: per cui dobbiamo avere un prodotto per ottenere altro, il sapore affettivo di una casa, senza cura di rapporti particolari, ma soltanto avendo in dispensa una confezione da mezzo chilo. Io non solo ci sono cascato, ma conservo sempre una confezione di Barilla, sempre quella, che magari adesso sarà scaduta, ma fa casa e mi permette di comprare senza sensi di colpa un’altra marca.
Il caso non è unico, ma almeno non è smaccato come la pubblicità di un gruppo di amici, eleganti anche in discinti costumi estivi che tornano euforici nella casa al mare sul mare, visibilmente abusiva. Sono giulivi perché si faranno un meritato Wiscaccio invecchiato venti anni. Per cui anche quelli che non possono, se vogliono sentirsi euforici, puntano ad avere quella marca che fa tanto arredamento.
È nota la situazione descritta da Umberto Eco. “Compra maglioni marca xjz, così sarai unico e ti distinguerai”. Se funziona avverrà esattamente il contrario. Io non sono un compratore distratto, ma seguo un preciso criterio. Compro solo latte sardo e diffido di chi non lo commercializza. Al ristorante chiedo che acqua hanno e se non è di fonti sarde cambio locale.
La pubblicità piace molto ai bambini da uno a tre anni, perché ha un continuo refresh di immagini, ha toni suadenti e buona musica.

Nino Nonnis (Sa cavana [la roncola] di Aristan)

“Al ristorante chiedo che acqua hanno e se non è di fonti sarde cambio locale.”
Da COSA C’È SU LA 7? PUBBLICITÀ – Editoriale di Nino Nonnis (Sa cavana [la roncola] di Aristan)

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