NON CREDO IN DIO


Editoriale del 28 ottobre 2019

La domanda “credi in Dio?”, oltre a essere indiscreta, è inadeguata; infatti chiama in causa la ragione su un argomento che la ragione non può affrontare. Se uno proprio non riesce a fare i fatti suoi dovrebbe chiedere “hai fede in Dio?”. È più corretto.

Tertulliano col suo “Credo quia absurdum” – credo perché è assurdo – è più sottile. Gira la frittata. Rimette la ragione sul giusto binario. Sapendo di non poter comprendere il Mistero lo accoglie, razionalmente, nei suoi segni più irrazionali. Ineccepibile.

Ogni volta che mi hanno chiesto se credo in Dio ho risposto: “No, ma lo sento”. È così. L’ho sentito mentre mio figlio alle undici di notte insisteva perché gli raccontassi per la quarta volta “Il gatto con gli stivali”; l’ho sentito mentre mi confondevo nello sguardo di mia madre che cominciava a morire; l’ho sentito mentre Colin Davis scatenava coro e orchestra nel “Rex tremendae maiestatis”; mentre nuotavo al largo; mentre leggevo “Finzioni”… L’ho sentito un sacco di volte. Era sempre forte e chiaro. Ho anche discusso con Lui. E abbiamo bisticciato. Qualche volta mi ha persino dato ragione.

Filippo Martinez (Teologo dilettante)

 

Ogni volta che mi hanno chiesto se credo in Dio ho risposto: “No, ma lo sento”. Da NON CREDO IN DIO – Editoriale di Filippo Martinez (Teologo dilettante)

 

  • MANIFESTO DI ARISTAN


    ANTEPRIMA
  • PROMO ARISTAN ROBERTO PEDICINI


  • INNO


  • IL TEMPO DEI TOPI DI FOGNA


  • CIAO NADIA