CRONACA DI ALCUNI ABBRACCI FUORILEGGE


Editoriale del 16 marzo 2020

 

“Sei passato in studio a salutare papà?”, “Sì, mamma, ha detto di dirti che tarderà un po’ per il pranzo”.

Questa conversazione si è ripetuta spesso anche parecchi anni dopo la morte di mio padre. Mamma però non me l’ha mai data a bere con la faccenda dell’alzheimer; sono sempre stato convinto che il suo fosse un gioco, una specie di sberleffo per cancellare il tempo e la morte. Quando poi anche lei – a 92 anni – se n’è andata, ho pensato che il suo piano fosse riuscito perfettamente; che intorno al suo letto ci fossero tutti, da tutti i tempi: i genitori, i fratelli, le sorelle e ovviamente papà che le sorrideva e la teneva per mano.

Ieri, come capita ormai almeno una volta alla settimana, ho cenato con lei e, prima che giungessero gli altri ospiti, per la prima volta le ho confidato il mio sospetto. “Sì, c’erano tutti – mi ha detto -, anche zia Marianna, la mia vecchia governante, e persino la sorellina che non ho mai conosciuto. Sono morta di buon umore”.

È stata una cena divertente. Papà non è potuto venire ma c’erano zio Filippo, suo fratello maggiore – un ragazzo radioso fermo ai suoi vent’anni -, e zia Anna. All’ultimo momento è arrivato Pieter Bruegel che, tra un bicchiere di Carignano e l’altro, ci ha raccontato le scene buffissime che hanno accompagnato la realizzazione della ‘Lotta tra il Carnevale e la Quaresima’, un suo stupendo quadro del 1559. Alla fine eravamo tutti, comprese mamma e zia Anna, un po’ su di giri. Congedandoci ci siamo abbracciati calorosamente, alla faccia del coronavirus. Ci rivedremo venerdì prossimo, e ci saranno anche papà con Virgilio Savona e Lucia Mannucci del Quartetto Cetra.

Filippo Martinez (Socializzatore transtemporale)

“Ci rivedremo venerdì prossimo, e ci saranno anche papà con Virgilio Savona e Lucia Mannucci del Quartetto Cetra”. Da CRONACA DI ALCUNI ABBRACCI FUORILEGGE – Editoriale di Filippo Martinez (Socializzatore transtemporale)

 

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