CUCÙ


Editoriale del 23 maggio 2021

Sento il pianto soffocato dei maglioni che diventano pietre nelle buste, mentre l’aria, risucchiata dall’aspirapolvere, suona come un fiume in piena. Il vociare di camicette che sorridono sfacciate, una sopra l’altra, contente di scendere per occupare di nuovo un posto in prima fila nell’anta di sinistra, accompagna il grido di un paio di pantaloni bianchi, finiti per terra. “Li butta, quest’anno li butta, hai visto?” sussurrano il tubino nero e la gonna di jeans che non cambiano mai di posto. Un cappotto bordeaux protesta per la gruccia inadatta che non lo accoglie come si deve, anche se in realtà ce l’ha con me perché sale e scende ogni anno ma non lo indosso mai. Salgo e scendo anch’io, dalla scala, e il chiasso della roba ammassata sul letto pian piano si attenua fino a scomparire. Un costume da bagno simpatico, a righe multicolori, spunta dal cassetto “cucù, cucù, aprile non c’è più, è diventato maggio, al canto del cucù”.

Giovanna Ferraro (Assistente di volo di Aristan)

“Un costume da bagno simpatico, a righe multicolori, spunta dal cassetto «cucù, cucù, aprile non c’è più, è diventato maggio, al canto del cucù».”
Da CUCÙ – Editoriale di Giovanna Ferraro (Assistente di volo di Aristan)

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