Da VAX OR NO VAX, THAT WILL BE THE PROBLEM, IF YOU DO NOT


Editoriale del 10 settembre 2021

Non ho fatto il militare, se non dieci giorni di divertimento anche se con qualche tensione esistenziale a La Spezia, prima di essere riformato, grazie all’interessamento di mio padre che aveva sollecitato il fratello di un collega di mio zio monsignore. Era stata riconosciuta in sostanza la mia maggiore utilità per le situazioni di pace. Ho rifiutato anche una proposta che per molti era allettante: mi avevano posto dinanzi al dilemma o entrare a far parte del battaglione San Marco o essere riformato. Fosse stato San Demetrio avrei tentennato. Ero incerto tra affrontare l’invidia e suscitare il biasimo. Ho scelto la sofferenza e ho rinunciato alle memorie da militare.
Vado a questi miei ricordi di guerra perché ho fatto una considerazione: non ho dovuto affrontare quel cumulo d vaccinazioni che dovevano sopportare gli abili. Nessuno si rifiutava, qualcuno mugugnava, qualche altro faceva storie, ma tutti venivano vaccinati perché si sapeva che era obbligatorio e non gli veniva concessa facoltà di scelta. Sicuramente eravamo più ignoranti, adesso invece sappiamo a cosa può portare un vaccino, sappiamo distinguere tra la bontà di un vaccino e un altro, se ci fosse la notizia di uno messo a punto in Sardegna ci fideremmo solo di quello, perché più genuino, magari monodose prodotto dalla Sarda vaccini.
È bello lasciare esprimere a ognuno la propria opinione, Voltaire addirittura era pronto a sacrificare la propria vita, ma provate a concedere questo diritto sacrosanto in una riunione di condominio e vedrete fiorire una moltitudine non di apporti, ma di perdite di tempo, altro che scambio di idee. Del resto, anche a scuola, che dovrebbe essere la palestra del confronto di idee, questa eventualità veniva negata, e ricordo la volta che una valente insegnante del liceo Dettori fu inquisita, altro termine non uso, per avere parlato di Gramsci – un delinquente noto alle patrie galere – ai propri candidi alunni.
È diminuito di molto il divario tra medici e pazienti, uno ha studiato, l’altro è informato. Anzi mentre il medico ha studiato per un esame su un solo testo, il paziente si è informato da varie fonti, che spesso sono molto suggestive. Appartiene semplicemente a quella che diventerà l’eterna lotta tra il vago e il comprovato, già abbiamo sbagliato quando troppo frettolosamente abbiamo affermato che la terra è tonda. Ma come sempre basta aspettare senza perdersi in discussioni accalorate e vedere a quali risultati portano le due tesi.
La complicazione dei nostri tempi è la privacy che è cresciuta proprio quando viene più violata e si è gelosi di qualcosa che non si ha, come se io fossi geloso di Angelina Jolie e già che ci sono anche di Claudia Cardinale.
Non vogliamo essere schedati e abbiamo carta d’identità, tessera sanitaria, le app, etc., senza contare che le case hanno le pareti sempre più sottili.

Nino Nonnis (La Cavana [la roncola] di Aristan)

“Non vogliamo essere schedati e abbiamo carta d’identità, tessera sanitaria, le app, etc., senza contare che le case hanno le pareti sempre più sottili.”
Da VAX OR NO VAX, THAT WILL BE THE PROBLEM, IF YOU DO NOT – Editoriale di Nino Nonnis (La Cavana [la roncola] di Aristan)

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