DALLA SVEZIA CON RUMORE


Editoriale del 20 settembre 2016

Da-LISISTRATA-di-Aubrey-Beardsley

“Sin da quando il mondo aveva/ ben viventi Adamo ed Eva/ era in voga in tutti quanti/ di coprirsi lì davanti,/ mai nessuno pensò, strano,/ di coprirsi il deretano./ Le scorregge più discrete/ conturbavano la quiete/ ed allor i dolci suoni/ non urtavano i calzoni./ La scorreggia di gran gloria/ si è coperta nella storia.” Così, sulla scorta del celebre verso dantesco (“ed elli avea del cul fatto trombetta”), canta l’incipit della goliardica “Ode al peto”, il cui anonimo autore non è mai comparso nella lista dei candidati al Premio Nobel della Letteratura. Tantomeno lo sarà a quello del 2016, che verrà assegnato tra pochi giorni a Stoccolma. Dalla Svezia è partita infatti una veemente campagna contro l’imbarazzante “venticello” (come lo chiamava Bombolo, che a sua volta non fu mai candidato all’Oscar) sia nello sport che nella medicina. Ne sa qualcosa Adam Lindin Ljungkvist, valente calciatore del Pershagen SK, espulso dall’arbitro durante una partita a causa di un peto così rumoroso da essere stato udito da tutti i giocatori in campo. Anzi, l’arbitro lo ha accusato di aver scoreggiato per disprezzo addosso a un giocatore della squadra avversaria. Inutili le sue scuse e la sua giustificazione di un forte mal di pancia. Ancor più severa un’infermiera dell’ospedale, che ha sollevato il caso di un peto sganciato in una sala operatoria sterile, a rischio di contaminazione attraverso germi.  Così un serio scienziato come il dottor Karl Kruszelnicki, con l’aiuto di un microbiologo e di uno scoreggione volontario, ha analizzato il contenuto dei germi in una flatulenza. L’eroico volontario si è immolato per la scienza con una doppia prestazione: prima ha scoreggiato vestito, poi si è calato le brache e ha ripetuto il delicato esperimento, sempre alla distanza di 5 centimetri dalle Piastre di Petri, uno strumento per le colture cellulari. Il risultato delle analisi è stato chiaro: nel peto da vestito (da non confondersi con il peto vestito, variante penosa del prototipo) non si è sviluppata nessuna coltura batterica; nel peto senza vestiti, invece, le povere Piastre di Petri (vere vittime di questo storico studio) hanno evidenziato due diversi tipi di batteri. Il progresso scientifico ci offre così un altro conforto: bastano le mutande a filtrare i batteri in uscita. Essendo dunque rarissima l’eventualità che qualcuno ci scoreggi addosso senza indossare pantaloni né mutande né pigiama, possiamo dormire sonni tranquilli. Anche con l’anestesia in sala operatoria.

Fabio Canessa
(preside del liceo olistico “Quijote”)

Dalla Svezia è partita infatti una veemente campagna contro l’imbarazzante “venticello” (come lo chiamava Bombolo, che a sua volta non fu mai candidato all’Oscar)
(da DALLA SVEZIA CON RUMORE editoriale di Fabio Canessa)
Er Monnezza trova Venticello. Con Tomas Milian e Bombolo

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