DALL’«ANIMALE POLITICO» AL «POLITICO ANIMALE»


Editoriale del 14 ottobre 2020

Se si vuole una prova di quanto nel discorso, sia orale, sia scritto, conti l’ordine delle parole e di come la semplice inversione della loro successione possa modificare radicalmente il significato di una proposizione, basta mettere a confronto due testi. Il primo è un classico, la “Politica” di Aristotele, dedicata all’amministrazione della polis, nella quale è centrale il riferimento alla natura. L’uomo viene definito un «animale politico», il quale, in quanto tale, è portato per indole a unirsi ai propri simili per formare delle comunità. Nello stesso passo, il filosofo afferma anche che l’uomo è un animale naturalmente provvisto di logos, il che ben si accorda con la sua innata socialità. Il secondo è un articolo, pubblicato in questi giorni, dal “New England Journal of Medicine”, una delle riviste mediche più prestigiose del mondo, che ha alle spalle 208 anni di storia gloriosa. S’intitola “Morire in un vuoto di leadership” ed è il più feroce attacco che un periodico scientifico abbia mai sferrato nei confronti di un politico. Nel testo non compare mai il nome di questo politico, ma i riferimenti alle sue azioni e ai suoi atteggiamenti sono chiari e taglienti: “Quanto si è trattato di rispondere alla più grande crisi di salute pubblica del nostro tempo, i nostri attuali leader politici hanno dimostrato di essere pericolosamente incompetenti. Non dovremmo incoraggiarli a permettere la morte di altre migliaia di americani consentendogli di restare al loro posto”. Gli autori demoliscono ogni fase della gestione della pandemia negli Stati Uniti, che hanno il triste primato nel mondo per numero di casi e decessi per Covid-19 confermati. Ci sono stati oltre 7,3 milioni di infezioni e più di 208.000 morti, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità. “I nostri leader hanno preso una crisi e l’hanno trasformata in una tragedia”. L’editoriale si conclude con l’auspicio che ai responsabili di questo sfacelo non sia consentito di proseguire il proprio lavoro. Il perché gli autori non lo dicono esplicitamente ma lo fanno comunque capire in modo chiaro: non possiamo continuare a essere guidati non da un animale politico, ma da un politico animale.

Silvano Tagliagambe (Iconologo di Aristan)

“Non possiamo continuare a essere guidati non da un animale politico, ma da un politico animale.”
Da DALL’«ANIMALE POLITICO» AL «POLITICO ANIMALE» – Editoriale di Silvano Tagliagambe (Iconologo di Aristan)

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